UNICA SPORT celebra la festa dedicata alle donne? con un’intervista esclusiva? a una donna siciliana che ha fatto la storia del calcio femminile ?⚽️ del nostro paese. ??

Pilastro del calcio femminile italiano, una grande carriera da centrocampista alle spalle, con 9️⃣0️⃣ presenze e 3️⃣0️⃣ gol ⚽️ con la maglia della Nazionale?? e oggi responsabile dell’Under 17 femminile dell’Atletico Madrid??. L’ex giocatrice palermitana, Pamela Conti, dinamica e carismatica tanto in campo quanto nella vita, si racconta in esclusiva ?ai microfoni? di Unica Sport.

?La passione per il calcio scorre da sempre nel tuo dna. Tuo padre, Francesco Conti, ha giocato in serie A con la maglia del Palermo, trasmettendo questo amore a te e i tuoi fratelli. A che età hai capito che il calcio sarebbe diventato la tua vita?
“Non saprei esattamente quando, ma già da piccola preferivo calciare un pallone piuttosto che giocare con le bambole”.

?Quali erano allora i tuoi idoli calcistici?
“Ho sempre amato Raul Gonzalo Blanco, ex giocatore del Real Madrid, ma il mio vero idolo è sempre stato, appunto, mio padre. Lui mi ha trasmesso i veri valori del calcio e quando, a causa di un infortunio, ha dovuto smettere, ha continuato a lavorare nella taverna di mio nonno, insegnando a me e i miei fratelli il senso del lavoro e non facendoci mancare mai nulla”.

?Ballarò è il quartiere dove sei nata e hai trascorso la tua infanzia. E la tua carriera è iniziata proprio lì, tra le strade dello storico rione palermitano, dove passavi intere giornate a giocare con i tuoi amici.
“La tecnica che ho sviluppato negli anni e che mi ha dato l’opportunità di contraddistinguermi è nata proprio a Ballarò. Le strade rotte, i marciapiedi, le macchine che passavano. Vivere quella realtà mi ha portata a sviluppare determinate caratteristiche che i ragazzi di oggi faticano a raggiungere, perché giocano in campi con erba sintetica o campi perfetti. Noi, invece, non avevamo neanche idea di come rimbalzasse una palla, però, a differenza loro che si allenano al massimo tre ore a settimana, passavamo almeno sei ore al giorno a giocare per strada”.

?A 17 anni approdi alla Torres, iniziando a vestire la divisa della nazionale. C’è un ricordo di quegli anni a cui sei particolarmente legata?
“Sicuramente la prima chiamata in nazionale nel settembre del 1999. Quello 0-0 in Islanda con addosso la maglia numero 10: finalmente avevo realizzato un sogno”.

?Qualche anno dopo le numerose esperienze all’estero, in particolare Russia e Spagna.
“Per me la Torres è una seconda famiglia, sono rimasta lì 11 stagioni e ho dei bellissimi ricordi, però, col senno di poi, sarei partita prima per poter vivere queste esperienze fuori dall’Italia. Inizialmente è stato un po’ traumatico. Immaginate una ragazza abituata ai 30 gradi di Mondello che si ritrova a giocare con meno 25 gradi in Russia! Scherzi a parte, quegli anni sono stati fondamentali per la mia carriera. Ho avuto l’opportunità di confrontarmi con realtà diverse che mi hanno fatta crescere tanto”.

?Secondo te nel nostro paese c’è ancora una mentalità chiusa nei confronti delle donne nel mondo del calcio?
“Purtroppo capita ancora che il Calcio Femminile italiano debba fare i conti con pregiudizi e stereotipi, però credo anche che questo stia crescendo molto e nei prossimi dieci anni potrebbe raggiungere la visibilità di quello maschile”.

?La Nazionale, dopo vent’anni d’assenza, quest’estate parteciperà ai Mondiali femminili in Francia. Anche questo è un bel segnale.
“Assolutamente, faccio tanti complimenti alla Nazionale, soprattutto a Sara Gama che adesso è il capitano, ma è anche una mia amica ed ex compagna di squadra. Un bel traguardo, con gli anni possiamo solo crescere e migliorare, ormai indietro non si torna più”.

?Qual è la situazione generale del Calcio Femminile in Sicilia e dei settori giovanili in particolare? Cosa andrebbe migliorato?
“Innanzitutto le infrastrutture. Il fatto che non ci siano centri sportivi adeguati rende difficile allenarsi. Poi gente che investa sul calcio femminile e soprattutto degli allenatori competenti che possano formare e indirizzare nel modo giusto le ragazze”.

?Dopo la tua carriera agonistica hai deciso di aprire una scuola di calcio a Palermo e oggi sei il responsabile dell’Under 17 femminile dell’Atletico Madrid, quindi sei da sempre a stretto contatto con il mondo giovanile. Cosa ti senti di dire alle ragazze che vogliono intraprendere questa strada?
“Lottate sempre per il vostro sogno, non arrendetevi di fronte alle difficoltà. Queste fanno parte del percorso ed esistono per essere superate. Non è semplice giocare a calcio. La gente pensa che questo sport significhi soltanto avere soldi e fare una vita agiata, ma in realtà ci sono tanti sacrifici dietro, tanto tempo tolto alla famiglia e agli amici. Ma se ami questo sport, ne vale la pena. Il talento, però, a volte non basta, bisogna imparare a pensare con una testa da professionisti”.

 

di MARIA SCHILLIRO’

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