Non c’è tempo per i rimpianti, duro lavoro e una massiccia dose di sacrificio sono le chiavi per il successo. In casa Sicula Leonzio c’è indubbiamente rammarico per il pari interno ottenuto contro la Paganese, un 2-2 acciuffato a ridosso del novantesimo nonostante una prestazione a tratti dominante nel primo tempo.

Ancora una volta infatti la formazione allenata da Vito Grieco ha raccolto meno di quanto abbia meritato. Meriti e demeriti di un gruppo sì coeso, ma che deve ancora fare i conti con la maturità, quella che in Serie C, unita alla costanza e alla lucidità nelle partite decisive, è fondamentale.

Contro la Paganese ma soprattutto alla prima contro il Bari si sono palesati pregi e limiti dei bianconeri. Impeccabile l’attitudine, con le prime due gare casalinghe (ricordiamo che il match con il Teramo si recupererà in data 9 ottobre) che hanno delineato un aspetto importante: partenza convincente, occasioni da gol e intensità, ma tanto da lavorare e migliorare in termini di cinismo, aspetto che a onor del vero è acutizzato dalle distrazioni difensive, come la seconda rete subita domenica dai campani.

Come detto in avvio però, nessun dramma né rimpianti. Il campionato è appena cominciato e la Leonzio è già scattata dai blocchi. Mister e in coro i giocatori pensano già alla prossima, all’orizzonte c’è una sfida impegnativa, la prima trasferta stagionale di questo campionato a Catanzaro. Lo scorso anno al “Ceravolo” i lentinesi ne videro di tutti i colori in termini di torti arbitrali, un match che fece rumore e portò allo sfogo del ds Mignemi. Acqua passata, ma se vogliamo anche un utile pretesto per preparare al meglio e con spirito di rivalsa l’impegno calabrese. Con Vito Grieco si corre e non si scappa, un po’ come questa Serie C: dove chi sbaglia paga e migliorarsi non è l’opzione ma la regola basilare.

di Marco Zappalà

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