Nel calcio, ma il concetto si allarga a tutti gli sport di squadra, a fare le fortune di un organico sono spesso e volentieri lo spirito e l’impegno, la qualità del singolo a disposizione del gruppo, un lavoro che ogni tecnico cerca di limare al dettaglio per ottenere il massimo dai suoi giocatori.

Nel caso di Giuseppe Rizzo, centrocampista d’esperienza e temperamento, il momento sembra essere arrivato. Fuori dal progetto tecnico all’alba della stagione 2019/20, il 28enne originario di Messina è uno dei calciatori reintegrati dal club rossazzurro per sopperire all’assenza di Bucolo e Biagianti, tagliati dalla società per questioni disciplinari.

Spigoloso e cattivo, calcisticamente parlando Rizzo rappresenta un elemento che può proprio fare al caso del Catania e di Camplone, tecnico che ha già allenato il ragazzo a Perugia, apprendendone le caratteristiche e apprezzandone l’impegno. Già alla vigilia della Viterbese il pensiero di vedere il mediano accanto a Dall’Oglio in un ipotetico centrocampo a due aveva accarezzato il mister, ma adesso, sebbene in mezzo al campo non sia scattato il campanello d’allarme, quella di Rizzo potrebbe essere più di un’idea.

Il centrocampista è alla sua terza stagione in rossazzurro, prima parentesi sotto la guida Lucarelli che valse ben 20 presenze nonostante il suo arrivo nella finestra invernale di mercato, la passata stagione il centrocampista ha collezionato tra campionato e coppa ben 28 presenze condite da 2 assist. Quest’anno la concorrenza è grande, ma guai a chiamarlo seconda linea, per Camplone tutti i calciatori vanno posti sullo stesso piano, i fatti raccontano però che Giuseppe Rizzo è disponibile, spetterà a lui farsi largo nell’undici titolare a suon di tackle e prestazioni convincenti.

di Marco Zappalà

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