Una caduta inaspettata. O forse no? Al termine di una settimana a dir poco agitata, il campo ha emesso una sentenza inappellabile: Monopoli batte Catania 4-2. Per i rossazzurri significa seconda sconfitta in cinque gare, un k.o. maturato nella ripresa dopo che il primo tempo si era chiuso sull’1-1.

Senza i sei infortunati e i tre epurati, Camplone cambia modulo per la prima volta in stagione: 3-5-2 con Mazzarani in appoggio a Di Piazza. Gli infortunati diventano sette quando dopo il primo quarto d’ora di gioco si fa male Silvestri, sostituito da Noce. Non c’è neppure il tempo di assorbire il cambio che il Monopoli segna con Carriero, che firma la classica vendetta dell’ex. Il Catania è bravo a rispondere subito, Mazzarani riceve in area un pallone sporco e fulmina Antonino per l’1-1 rossazzurro.

Il vero spettacolo, da brividi però, arriva nella ripresa. Il Catania trova il vantaggio grazie all’autorete di Rota, propiziata dal colpo di testa di Rizzo. Il 2-1 degli etnei resiste poco, Piccinni, lasciato colpevolmente libero, inchioda di testa la palla del pareggio. Il Catania si scioglie e progressivamente sparisce dal campo: Fella fulmina Furlan per il 3-2 pugliese, ancora con la complicità di difesa e portiere etnei.

La squadra sembra inerte, incapace di reagire, e anzi presta il fianco alle ripartenze avversarie: il Monopoli sfiora più volte il poker e alla fine lo trova nel finale con Donnarumma che si libera con facilità di Mbende e batte un non perfetto Furlan. Finisce 4-2 e al di là delle scelte tecniche di Camplone e delle indisponibilità, è difficile non pensare che quanto accaduto in settimana possa aver influenzato gli umori del gruppo. Il bel Catania dell’inizio è già sparito, a Torre del Grifo sono tornati i fantasmi.

 

di Marco Zappalà

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