L’amore è passione, ossessione, qualcuno senza cui non vivi.
Un sentimento irrazionale che a volte non ha una sua logica ed altre può finire. Ma c’è anche un amore che è destinato a durare una vita intera ed è quello per la propria squadra del cuore. Non è un “colpo di fulmine”, ma un “colpo d’identità”: un legame inscindibile e indissolubile radicato nell’animo del tifoso.

É proprio per difendere quell’identità, quel legame, quel sentimento che ieri pomeriggio molti sostenitori rossazzurri hanno deciso di presentarsi a Torre del Grifo. Un segnale forte, indirizzato principalmente all’AD Lo Monaco colpevole di tutto, secondo i tifosi, ma soprattutto di non aver compreso cosa sia Catania, il Catania e i catanesi. Un gesto che non lascia spazio ad altre interpretazioni, come i cori intonati, se non a quella di sancire la fine di un armistizio firmato appena pochi mesi fa tra la tifoseria e la dirigenza etnea.

Una pax interrotta: prima dalle parole e poi dall’indifferenza di un Lo Monaco che anche ieri ha preferito evitare il confronto lasciando a un Pulvirenti sempre più stanco e confuso il fardello del comando, e alla squadra lo scomodo compito di fare gli onori di casa.
Un vero peccato perché sarebbe stata l’occasione migliore per confrontarsi e chiarirsi e dare un segnale di distensione a un ambiente che ne ha disperatamente bisogno.

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