La matricola porta-guai è uno stereotipo classico della Serie C. Chissà se dalle parti di Torre del Grifo, quando mancano 48 ore a Catania-Picerno, Andrea Camplone abbia già raccomandato ai suoi uomini quelle che sono le insidie della sfida dell’Angelo Massimino.

Alle caratteristiche dell’avversario, comunque alla portata e reduce da un filotto di risultati negativi, segue però la variabile infortuni, piaga da cui il Catania proprio non vuole allontanarsi e che ha puntualmente colpito la rosa etnea anche alla vigilia di questa sfida.

Le novità dall’infermeria non sono di poco conto: Davide Di Molfetta si aggiunge alla lunga lista degli infortunati nel reparto avanzato, problema di tendinite che necessiterà, come si evince dal comunicato del club etneo, a un ciclo di terapie della durata minima di 15 giorni, un duro colpo per Camplone vista l’indisponibilità di Sarno, la forma non ancora ottimale di Lele Catania e di Maks Barisic, non al 100% visto il recente reintegro. Un motivo in più per rivedere protagonista Mattia Rossetti, elemento a cui Camplone ha già confessato di fare affidamento.

Di Molfetta unica perdita? No, è Andrea Esposito l’altro stop registrato in settimana, per il centrale difensivo il problema sembra essere più serio, una lesione di secondo grado del muscolo obliquo interno dell’addome, due settimane di riposo a cui va aggiunto il progressivo recupero in campo, chissà che questo stop possa, in caso di alternativa a Mbende e Silvestri, far risalire le quotazioni del giovane Noce.

Il dato infortuni in casa Catania, tra affaticamenti e infortuni muscolari all’alba della nona di campionato, conta 11 stop, comprese le defezioni di inizio stagione che hanno visto elementi come Fornito, Rizzo, inizialmente fuori rosa, o lo stesso Rossetti, tornare in gruppo stagione in corso.

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