Rete ad inizio ripresa, gara sufficiente e tre punti in saccoccia. È un Catania dal minimo sindacale quello che supera di misura il Picerno, torna alla vittoria dopo due tonfi esterni e tutto sommato torna a volgere il suo sguardo verso l’alto.

Al Massimino basta la zampata di Mazzarani, trascinatore di questo delicato avvio di stagione, a far tornare il sereno dopo una tempesta che ha visto scivolare gli etnei sempre più giù da Reggio Calabria e Terni.

Il momento non è esaltante e i problemi ci sono: la formazione schierata da Camplone più che una necessità è un esperimento. Barisic nella posizione di ala, Rizzo preferito al dinamico Welbeck e Curiale nel ruolo di unico centravanti deludono, il primo tempo è infatti uno schiaffo per qualunque appassionato di calcio, trame assenti e palla che gira lenta.

Camplone decide pertanto di scuotere già sul finire di prima frazione i suoi calciatori. A 5 dal riposo entrano Rossetti e lo stesso Welbeck, prendendo il posto di Barisic (non in condizione) e Llama.

La scossa vera si registra però nella ripresa, Camplone inserisce anche Di Piazza, arretrando Mazzarani in mediana, mossa che si rivela efficace immediatamente. Il Catania entra con un diverso mordente e passa alla prima chance utile della ripresa, pronti-via, Curiale in spaccata tenta l’affondo, si oppone il portiere ma nulla può al tap-in di Mazzarani.

Il 32 rossazzurro scocca la sua quarta freccia in questo campionato, da centrocampista o da esterno d’attacco poco importa, il suo contributo nell’economia della gara è ad oggi fondamentale. Il gol risveglia la partita e per una ventina di minuti lo stesso Catania. Un’altra saetta, questa fulminea, la scocca Rossetti al minuto 63: gran botta di destro che si infrange sulla traversa negando al classe ’96 la prima gioia stagionale.

Il Picerno gioca una partita onesta, cresce d’intensità col passare dei minuti e quando il Catania viene meno nel rientrare con tutti gli effettivi, attacca con discreta pericolosità. Furlan ci mette una pezza su tentativo di Nappello, poi le insidie arrivano da calcio piazzato. Un brivido a 5 dalla fine con la rete giustamente non convalidata per fuorigioco di Calabrese segna l’ultima azione degna di nota del match, al Massimino il Catania ritrova il successo, ma se vuole seguire le prime (che scappano, vedi Potenza e Reggina) occorrerà provare questo sapore anche lontano dalle mura amiche.

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