Punto e da capo. Prima il mal di trasferta, ora quello di casa,

nel silenzio tombale del “Massimino” semi vuoto per via della contestazione di una parte della tifoseria organizzata, emerge il rinnovato Catania di Lucarelli. Un solo allenamento nelle gambe e una scossa che in parte c’è stata, ma i rossazzurri si fanno riprendere nelle battute finali dal Bisceglie, un deludente 1-1 che rispecchia il periodo nero di questa squadra.

La cronaca della partita.

Catania dall’abito nuovo e (in parte) improvvisato: 3-5-2 con un Biagianti nella veste di centrale difensivo. Avvio macchinoso, per assistere alla prima conclusione in porta bisogna aspettare il 38esimo, Di Piazza spizza per Mazzarani che stoppa, gira in porta ma si vede negare da Casadei prima e dalla traversa dopo la rete del vantaggio. L’1-0 non tarderà comunque ad arrivare, sugli sviluppi di corner svetta Mbende, che schiaccia a terra la sfera e centra la porta: primo squillo stagionale per il gigante camerunense che permette ai rossazzurri di chiudere avanti la prima frazione.

Il secondo tempo si apre come si è chiuso il primo, un Catania in avanti con volontà ma senza cinismo, Calapai si conferma grande corridore ma pecca d’egoismo e al minuto 63, sceglie la soluzione personale, fallendo una ghiotta chance. Pochesci ha poche armi da giocare, ma le pondera bene: entra il giovane prospetto Ferrante (classe 2002) e l’esperto Ebagua, che a Catania nel 2012 ha vissuto una piccola parentesi di Serie A.

Lucarelli teme la mossa del collega e per invogliare i suoi a chiudere il match, inserisce un’altra punta. Al 76esimo proprio l’asse offensivo etneo confeziona l’azione perfetta, Di Piazza chiama a sé due uomini, Curiale si inserisce con i tempi giusti ma solo, davanti al portiere, sbaglia clamorosamente, il colpo del KO non arriva.

Dalla voglia di vincere alla paura di perdere, è una percezione che il Bisceglie sfrutta col passare dei minuti. Impatto terribile alla gara di Saporetti, subentrato ad un ottimo Marchese. All’86esimo smarrisce completamente Abonckelet che mette in mezzo, trova Ferrante che impatta male il pallone, graziando Furlan, poi a ridosso del novantesimo, si fa sovrastare da Ebagua, che incorna e fa 1-1, tremenda doccia fredda ed il più classico (e fatale) gol dell’ex. Il Massimino fischia, al Catania adesso gira male anche in casa. Leccarsi le ferite e in fretta, domenica arriva il miglior Bari dell’anno e se si vuole evitare un’altra frittata, bisogna uscire fuori tutto l’orgoglio.

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