Il ritorno del capitano. Sono serviti cinque mesi per rivedere Marco Biagianti calcare l’erba del Massimino. Cinque mesi da un Catania-Trapani, che, prima di ieri sera, era stata l’ultima da titolare del centrocampista. In mezzo, tanti problemi: fisici, a causa della pubalgia che lo ha tormentato a inizio stagione, ed extra-campo, con il capitano prima escluso per motivi disciplinari mai del tutto chiariti e poi reintegrato dalla società.

Fascia di capitano al braccio, Biagianti ha così ritrovato la sua vecchia maglia numero 27: l’occasione era speciale, il ritorno sulla panchina rossazzurra di Cristiano Lucarelli. Il tecnico livornese lo ha schierato in un’insolita posizione, quella di centrale difensivo: Marco se l’è cavata, mascherando con esperienza e mestiere la disabitudine al ruolo e una condizione atletica non ancora al top.

A Lucarelli l’esperimento è piaciuto, Biagianti dietro assicura maggiore pulizia in fase di costruzione: il test di ieri, però, nonostante l’1-1 finale, era probante sino ad un certo punto. L’importante, a prescindere dal ruolo in campo, è che il Catania abbia ritrovato il suo capitano. Quanto accaduto è ormai alle spalle, pur avendo prodotto, forse, delle cicatrici che rimarranno. Biagianti però c’è, e questo è ciò che più conta.

PUBBLICITÀ



PUBBLICITÀ



PUBBLICITÀ

Articoli simili