Morale basso, numeri impietosi, cosa succede alla Sicilia calcistica?

La stagione sportiva corrente, quando sono passate 12 giornate di campionato in Serie C e 11 in B, ci vede assistere ad un avvio pieno di avversità per le realtà sportive dell’Isola che partecipano ai campionati professionistici.

Non è sempre e solo peccato di programmazione, nel turbine calcistico, mondo che specialmente negli ultimi anni ha conosciuto disordini amministrativi confluiti con ripescaggi, estromissioni stagione in corso e mancate partecipazioni, la Sicilia del pallone ne ha fatto le spese, toccando quest’anno il suo momento peggiore degli ultimi cinque anni.

La statistica non lascia spazio a dolci numeri. A partire dal campionato 2015/16, quando le squadre isolane presenti tra Serie A, B e C erano cinque: il Palermo in Serie A ottenne una salvezza all’ultima giornata, il Trapani rischiò addirittura il salto in massima serie, in C fu una stagione agrodolce.

Numeri addirittura superiori si registrarono nell’annata sportiva 2016/2017, quando in terza serie si contarono addirittura quattro squadre dell’Isola, la neopromossa Siracusa stupì tutti, il Catania centrò i playoff, mentre Palermo e Trapani abbandonarono rispettivamente la Serie A e la Serie B al termine di una stagione funesta che ebbe comunque, in termini di punti, miglior sorte di quella attuale.

Altra pagina di storia, il campionato 2017/2018, per andare in tempi più recenti, vide il solo Palermo in B e un nucleo di 5 squadre in Serie C. Una fine ingloriosa per l’Akragas, estromesso dal campionato per i gravi problemi societari, il Messina non si iscrive nemmeno, piuttosto sorprende la matricola Sicula Leonzio, club che centrerà i professionisti per la 1^ volta nella sua storia. Il bilancio totale è numericamente buono, ma i primi cenni di crisi si iniziano a intravedere nella stagione seguente: 

Quella 18/19, iniziata con la clamorosa vicenda ripescopoli, una Serie B costruita senza capo né coda e conclusa con la stangata al Palermo, genesi di un caos societario che finirà per relegare i rosa nientemeno che in Serie D. In Serie C reggono Siracusa, Leonzio, Catania e Trapani, che dopo due anni tornerà in cadetteria.

Ai risultati faranno eco le vicende che portarono a falsare di fatto un campionato, Matera escluso nel mese di gennaio, fideiussioni non pagate, multe e penalizzazioni. Il Siracusa preferisce ripartire dai bassifondi del dilettantismo, le società appaiono tutte in ginocchio, piazza e tifosi ne risentono, il calcio in Sicilia si incanala in un’involuzione raccapricciante, spaventano i costi e preoccupano i risultati. Oggi questi problemi, calcistici e non, si vedono anche nelle classifiche, che vedono Trapani, Leonzio e Catania, uniche superstiti, faticare terribilmente.

I tempi delle 3 siciliane in A sembrano anni luce distanti, ma nel cuore dell’appassionato, la speranza di assistere ad una nuova alba calcistica siciliana c’è ancora.

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