Esperienza al comando, Cristian Caccetta e Caetano Calil, due ex che condividono un passato all’ombra del Vulcano, dove non hanno brillato e al contrario adesso vivono un’esperienza in terra campana, dove con la maglia della Paganese stanno cercando riscatto e nuovi stimoli.

Il trascorso dei due elementi oggi in forza agli azzurro-stellati con la maglia rossazzurra non è stato particolarmente esaltante. Il primo, 33 anni originario di Partinico, abbracciò il progetto etneo nell’estate del 2017, facendo felice lo stesso Cristiano Lucarelli, che lo impiegò in ben 20 occasione da centrocampista centrale, il bilancio fu di un gol ma diverse prestazioni insufficienti che portarono la dirigenza a cederlo già nella finestra invernale: un prestito al Pordenone, il ritorno alla base e la partenza, un anno più tardi e questa volta a titolo definitivo direzione Sambenedettese, quest’anno con Erra in panchina maglia da titolare e chiavi del centrocampo, una fiducia che sta fin qui superando le aspettative.

Ben più complessa e lunga la storia che lega Caetano Calil al Catania, squadra che ha puntato su di lui nel primo tribolato periodo di Serie C, facendo firmare al brasiliano un contratto triennale.

Il primo tormentato anno corrisponde per assurdo con il suo più prolifico, 11 reti in campionato, due doppiette rispettivamente contro Martina Franca e Lupa Castelli Romani sotto la guida Pancaro-Moriero.

Il secondo anno fu nettamente più complicato, la rete all’esordio contro la Juve Stabia fu solo un’illusione, Calil scompare pian piano dai radar del progetto tecnico etneo, mettendo a segno soltanto tre reti in stagione. Tutto poteva lasciar pensare ad un divorzio a fine stagione ma questo non avverrà mai, guerra al club e al direttore Lo Monaco che di lui avrà parole tutt’altro che dolci.

A Pagani Calil arriva a fine carriera ma con una gran dose di esperienza che, per una squadra che punta alla salvezza, è più che utile. Un gol fin qui a referto, contro l’Avellino alla nona di campionato.

Il Catania non ha un buon rapporto con gli ex dal dente avvelenato, al “Torre” di Pagani occorrerà fare attenzione anche alle vecchie conoscenze.

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