Nuovo tour de force, questa volta nel segno della chiarezza e della spregiudicatezza, aggettivi che si adattano alla perfezione a Cristiano Lucarelli, tecnico del Catania, meno alla sua squadra, che dopo la bruciante sconfitta di Catanzaro, un 3-0 che ha rimarcato le lacune del nucleo rossazzurro, hanno l’opportunità di riscattarsi in coppa, nuovamente contro la Sicula Leonzio, per rialzare la testa e riprendere la via maestra in vista dei 6 impegni, che potrebbero essere 7 in caso di passaggio del turno, in appena 25 giorni.

Imboccare il giusto cammino e programmarne uno nuovo sono le chiavi per riportare serenità al Catania, Lucarelli è lapidario nelle sue dichiarazioni pre-partita. Si deve guardare solo in avanti consapevoli degli errori, e non pochi, commessi da squadra, gestione e singoli.

Sì, perché tra le stilettate del condottiero rossazzurro, quella che ha forse fatto più rumore è quella sull’egoismo di certi elementi. Il bene del Catania viene prima, Lucarelli non fa sconti a nessuno, come espresso in sala stampa:

 

“Se ci sono state difficoltà negli anni è perché si è guardato solo e sempre al proprio orticello, si è pensato a sé stessi. A me non sta più bene e sono disposto pure a farmi mandare via per cambiare questa situazione”

Guardando al campo, i rossazzurri (per ammissione dello stesso tecnico) passeranno nuovamente alla difesa a 4, ipotizzabile un arruolamento di Biondi e Marchese sulle fasce viste le assenze di Calapai e Pinto. In mediana Llama troverà spazio da mezz’ala, Lodi potrebbe riavere le chiavi della regia mentre in attacco è certo l’impiego di Davis Curiale, che contro la Leonzio si giocherà molto del suo futuro ai piedi dell’Etna.

Sfida da dentro o fuori al Massimino, crocevia fondamentale per le speranze di un “Elefante” ferito.

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