C’è poco da commentare, è la massima che mette d’accordo tutti (o quasi). Nel calcio a contare sono i risultati ed il Catania, contro il modesto Rende, ha rispettato questa teoria.

Basta una rete di Kevin Biondi, uomo del momento, a consegnare ai rossazzurri il primo filotto di 3 successi consecutivi in stagione. Una vittoria che non dirà moltissimo sotto il profilo del gioco, ma che palesa la crescita di rendimento agognata da Cristiano Lucarelli. Se proprio dovessimo trovare il pelo nell’uovo, il Catania patisce ancora un atteggiamento timoroso e anche contro l’ultima della classe, è mancata la capacità di chiudere anzitempo la partita.

Per la cronaca, l’avvio di partita manifesta un Catania decisamente pimpante, subito una chance per Mazzarani che calcia a lato, poi dalla catena di sinistra entra in azione Di Molfetta, testa alta e suggerimento sulla testa di Biondi che ci sta prendendo gusto di testa, secondo gol in maglia rossazzurro e momento eccezionale.

Qualitativamente nella prima frazione non c’è partita, ma Lucarelli vede gli spettri del match con il Bisceglie, timori che nel secondo tempo assumono una fisionomia più grande. Il Rende infatti non vuol saperne di cedere e approfitta del calo fisico (e per certi versi anche mentale) degli etnei: allo scoccare dell’ora di gioco Nossa svetta su tutti, Furlan compreso, è la traversa a salvare il Catania. Tanta, troppa sofferenza nell’ultimo quarto di gara: Lucarelli arrabbiato, Di Piazza nuovamente contrariato con parte della tifoseria e un’oggettiva mancanza di lucidità condizionano gli ultimi minuti e rischiano di compromettere il risultato. I 3 punti sono un premio al lavoro del tecnico toscano, ma a Pagani, fra poche ore, non saranno ammessi rischi simili, disperdere quanto di buono costruito sarebbe un errore, e il Catania di bonus ne ha già sprecati abbastanza.

di Marco Zappalà

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