La fine dell’anno, l’inizio del valzer dei trasferimenti. Sarà questo lo scenario che si presenterà all’indomani dell’ultima gara del 2019, un match distante ancora dieci giorni, ma in attesa del gong iniziale programmato per l’1 di gennaio consente di tracciare i primi movimenti di mercato: trattative e suggestioni che per quanto concerne il Catania, interessano volutamente più le uscite che le entrate.

Le recenti dichiarazioni di Lucarelli sulla finestra di gennaio avvalorano questa già risaputa tesi, considerazione più volte rammentata dal tecnico in conferenza stampa. Partiranno almeno sei giocatori, mentre a rimpolpare l’organico si sta pensando a quattro innesti, per certo uno per ruolo eccezion fatta per la porta.

Per ogni trattativa concretizzata, partirebbero altrettanti calciatori: in sintesi a gennaio potrebbero lasciare la città dell’Elefante tra gli 8 e 10 elementi, numeri decisamente rilevanti.

Un gigantesco punto interrogativo sull’aspetto economico, ma pare che Lucarelli abbia ricevuto da parte della dirigenza etnea sufficienti garanzie per un futuro organico di qualità. Non che la rosa attuale del Catania ne sia povera, ma è innegabile che dopo 5 anni di oggettivi fallimenti, ci sia voglia di rinnovare in modo massiccio il gruppone composto oggi giorno da ben 28 unità.

Primi indiziati, sia per progetto tecnico, sia per ingaggi esosi sono il numero 10 rossazzurro Francesco Lodi, sceso sempre più giù nelle gerarchie del condottiero toscano e scontento del suo attuale status, e Matteo Di Piazza, il bomber di Partinico di divergenze ne ha avute e non poche anche con il resto della squadra, percepisce uno stipendio importante e al contrario di altri, avrebbe ancora mercato.

L’idea diffusa è che si avvierà un processo di forte ringiovanimento del roster: via chi ha creato disagi o pensato al proprio orticello per usare una citazione lucarelliana, non soltanto chi ha dimostrato meno sul rettangolo di gioco. In tale direzione si muovono altre trattative, Rossetti ha risolto il contratto e si è accasato al Messina, Fornito potrebbe percorrere la stessa strada, ma sulla graticola compaiono anche Curiale, in ripresa ma ancora lontano parente del centravanti del 2017 e Vincenzo Sarno, tornato in campo anche se per scampoli di gara contro la Paganese ma lontano da un suo pieno recupero.

Uno, due, tre o forse più indizi, anzi indiziati, danno la prova che siamo prossimi ad una prima rivoluzione rossazzurra, quella numerica: la domanda che tutti si pongono è però una sola: sarà una ventata di novità a impedire che una stagione iniziata male finisca peggio?

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