Impalpabili…e con la testa altrove. La cartolina di tornasole giunta da Francavilla Fontana non può che mettere in risalto due aspetti: il primo è che questo Catania è una squadra spenta, mentalmente logorata anziché rinfrancata da una pausa invernale che tutto ha regalato meno che serenità; il secondo, e purtroppo anche questo di accezione non proprio positiva, denota un’impronta offensiva pressoché inesistente, deficitche anche in terra pugliese contro una formazione di modeste ambizioni si è manifestato in tutta la sua pochezza (sotto porta).

Con il pari a Francavilla si allunga la striscia di partite in cui non si è registrato alcun gol da parte degli attaccanti. Sul tabellino dei marcatori infatti risultano assenti i nomi di Di Piazza, Curiale, Barisic e colleghi del reparto avanzato dal 1° dicembre scorso, quando sul campo del Rieti il bomber di Partinico pose la sua firma insieme a Lele Catania, che mise a segno il suo primo e unico gol con la maglia rossazzurra.

Se l’apporto delle punte è insufficiente, stesso discorso può reggere per la folta batteria di esterni/trequartisti. L’unico a tirarsi fuori da questa analisi è Kevin Biondi, ma il duttile ‘tuttocampista’ etneo classe ’99 risulta adattato e non può dunque definirsi un attaccante. Mazzarani a quota 5, Di Molfetta 2, Sarno e Curiale fermi a 1, ancora a secco Barisic, Manneh e ovviamente Curcio, arrivato da qualche giorno. La vena realizzativa del reparto offensivo piange e lo spettro del mercato può, come visto con Lodi, portar via qualche altro protagonista. Numeri che certificano un’emergenza, quando siamo al mese di gennaio e parlare di acquisti è complicato visto il contesto economico.

Le polveri bagnate dell’attacco rossazzurro non devono rappresentare un alibi – insegna Lucarelli – ma quello visto in Puglia, reti a parte, è tutto meno che un Catania kamikaze.

PUBBLICITÀ



PUBBLICITÀ



PUBBLICITÀ

Articoli simili