Otto gialli, due gol, scintille ma per la cronaca, né vincitori né vinti tra Potenza e Catania.

Alcune note preventive: il Catania di campionato, più o meno distratto da cosa accade fuori, non sa più vincere;

Secondariamente, con l’esclusione di alcuni calciatori, è stata indirettamente dettata una linea che probabilmente porterà a qualche altra illustre cessione;

Infine, e torniamo sui fatti di campo, è stato confermato che quella tra etnei e lucani sia gara da X, anzi più precisamente da 1-1, punteggio che per la terza volta consecutiva, si è registrato in gare ufficiali eccezion fatta per la Coppa.

Quella del Massimino era una partita tutt’altro che scontata. Escluso Di Piazza, Curiale partiva dal primo spalleggiato da Biondi, Di Molfetta e Barisic sulla trequarti. Il primo tentativo degno di nota è proprio dell’ex Piacenza, il tiro sporcato finisce a lato.

Al quarto d’ora, cambia il parziale. Pasticcio-regalo di Calapai per Ferri Marini che deve solo da pochi passi depositare in rete, il Potenza passa in vantaggio e il Catania si ritrova da subito ad inseguire.

Ad essere onesti, Viteritti avrebbe alla mezz’ora l’opportunità di assestare un cazzotto importante alla partita, ma il suo diagonale sibila il palo lontano e fa respirare Furlan. Gol sbagliato, gol subito. Nel capovolgimento di fronte viene fischiato un calcio di rigore al Catania per braccio di Giosa, Curiale si prende la responsabilità dal dischetto e non sbaglia: 1-1, tutto in equilibrio e secondo centro stagionale per Davis, quest’oggi chiamato a risposte importanti.

Nella ripresa il match si rende nervoso, alla fine i gialli estratti dal discusso direttore di gara D’Ascanio da Ancona saranno 8 in totale e non mancheranno le scintille anche sulle panchine, con Lucarelli e il solito noto presidente potentino Caiata a dirsene di tutti i colori. Finisce 1-1 e il Massimino, ancora una volta semi-deserto, accenna un applauso all’uscita dal campo degli etnei: un punto non è sconfitta ma allo stesso tempo rappresenta poca cosa, che il Catania abbia perso stimoli e motivazioni in campionato è un dato di fatto noto da tempo, ma sarebbe il caso, vista la classifica, più che mirare avanti, di guardarsi alle spalle.

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