E’ un Catania abbandonato a sé stesso, come un pugile barcollante prossimo a subire il colpo del KO.

Parlare di campo viene dunque difficile, così mentre il Catania affonda sotto i colpi di un Monopoli lanciatissimo, merito delle grandi idee di Giuseppe Scienza, l’attenzione si sposta, purtroppo, alla surreale condizione societaria: un club sfaldato, senza guide e punti di riferimento.

Il Catania è come una macchina che guida a fari spenti nella notte con il rischio sempre dietro l’angolo di un’incidente.

Sul rettangolo di gioco comunque i rossazzurri devono andarci: Lucarelli inventa un 3-4-1-2 palesemente debole specialmente in attacco, con Curcio nel ruolo di fantasista. La buona volontà non basta contro una formazione così ben organizzata come quella pugliese, così alla prima chance utile il Monopoli trova il vantaggio, è Fella ad avventarsi di gran carriera su un cross di Tazzer e centrare la porta.

Sugli spalti il record negativo stagionale, solo 673 paganti escluso gli ospiti, lo spettacolo è quasi funereo e di tiri nello specchio per i rossazzurri non se ne vedono.

I biancoverdi piuttosto mettono in ghiaccio la partita grazie alla rasoiata di Donnarumma che batte un colpevole Furlan (palla sotto le gambe) e sancisce la resa etnea, la prima debacle interna del campionato.

Lucarelli è stato palesemente tradito dalla società, né la piazza né tantomeno la stampa, per chiudere un cerchio, può addossare al tecnico livornese le responsabilità di una partita, anzi di un’annata così storta. La città insorge, il Catania è vittima, il gioco, anzi adesso la farsa, continua a creare “danni, solo danni” (Cit.)

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