Gol, questo sconosciuto. Quello che ha ancora una volta stoppato la Ternana al Massimino è un Catania dalle polveri bagnate, e fin qui nessuna novità, una big in difesa, un nucleo in totale emergenza per quanto concerne l’attacco.

Solo un gol (e su rigore) nelle ultime sette tra campionato e Coppa, un’aridità realizzativa evidente che contro gli umbri, stavolta in regular season, ha raggiunto il suo picco massimo.

Eppure, la formazione rossazzurra, sebbene a tratti, piace per intensità e palleggio. Il reparto arretrato è una certezza assoluta, ancora una volta l’attacco Partipilo-Ferrante prima e Marilungo-Vantaggiato poi non ha avuto chances degne di nota ed il merito è tutto di Silvestri e compagni.

Discorso avviato già da settimane, ossia la difesa che ride e l’attacco (trequarti compresa) che non sa pungere. Benissimo fino ai 20 metri, poi il nulla. Male Beleck, malissimo Mazzarani che al 30esimo decide di calciare un penalty conquistato da Pinto come quello del “Menti” contro la Cavese, uguale conclusione e diverso esito, Iannarilli lo ipnotizza e salva i suoi.

Prima della pausa l’unica vera occasione degli ospiti, Paghera prende il tempo a tutti ma spara alto un traversone di Palumbo, il punteggio non si sblocca nei primi 45 e riprenderà lo stesso copione nella seconda metà di gara. Lucarelli stravolge il suo undici ma la risultante è la stessa, c’è tanta voglia ma con quella, si sa, vincere le partite è impossibile.

A fine gara il classico ma autentico abbraccio della tifoseria. I rossazzurri avanzano a passi di lumaca e per pensare ai playoff occorre prima consolidare un piazzamento ai playoff. Mercoledì si torna già in campo, sul neutro del “Viviani” si affronterà il Picerno. Risultato? Palla in banca? No, per prima cosa, meglio ritrovare la gioia del gol.

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