L’attaccante del Catania Davis Curiale è intervenuto telefonicamente nel LIVE di Unica Sport delle ore 13,00. Ecco le dichiarazioni più significative dell’attaccante rossazzurro.

MOMENTONon è una bella situazione, ma siamo obbligati ad attenerci alle regole. Ne approfitto anzi per ribadire a tutti l’invito di rimanere in casa, perché la salute è la cosa più importante. Noi comunque non siamo in vacanza, stiamo cercando di mangiare bene per evitare di prendere peso. Stiamo svolgendo allenamenti specifici, chi è a casa deve adeguarsi rispetto a chi è rimasto a Torre del Grifo ma non è un problema. Chi sfrutterà al meglio questa sosta avrà una marcia in più se e quando il campionato riprenderà. Allenamenti sospesi? Anche se a malincuore dico che è giusto, la salute viene prima di tutto. Non credo sia il caso, dobbiamo rispettare le decisioni. Prima ne usciamo fuori, prima torniamo a giocare. Dobbiamo capire tutti che è veramente una situazione di emergenza.

LUCARELLI E FIDUCIAIl fatto di essere stato un attaccante gli consente, forse, di riuscire a toccare le corde giuste e a darti quella fiducia che serve. Cosa mi è successo l’anno scorso? Non sentivo la fiducia, al contrario di quando ho avuto mister Lucarelli o altri allenatori avuti in passato. Sentivo come se quella che ricevevo fosse una fiducia un po’ forzata, non ero serenissimo. Sono entrato in un vortice e non riuscivo a uscirne, non ero più lucido e sbagliavo tante occasioni da gol. Avevo perso la fiducia in me stesso. Le critiche? Il tifoso valuta ciò che vede, ma tutte le volte che sono stato fischiato per me era come una sfida: l’obiettivo era riconquistare la gente. Se invece mi avessero ignorato, magari avrei pensato che il mio tempo a Catania era finito.

L’INFORTUNIOL’impatto è stato veramente forte, non pensavo che un contrasto così potesse provocarmi la lesione del crociato. Volevo fare gol a tutti i costi, ho visto il portiere in uscita, ho cercato di tirare la gamba e ho subito il colpo. Dopo lo scontro ho continuato a giocare e sono riuscito a segnare. Devo ringraziare il mister che a fine primo tempo decise di sostituirmi: io volevo rimanere in campo, lo avessi fatto avrei forse chiuso anzitempo la stagione. Adesso mi sto tenendo in forma e non vedo l’ora di rientrare in campo e toccare il pallone, mi manca tantissimo.

CAMPIONATO E PLAYOFFA gennaio abbiamo perso tanta qualità, inutile negarlo. Sono arrivati giocatori più di sostanza e lotta, penso che la Serie C richieda proprio questo caratteristiche. Abbiamo un gruppo che sa quello che vuole e che lotta, anche gli allenamenti sono molto intensi, senza discussioni o litigi. Playoff? Sono le partite che mi caricano di più, credo di averlo dimostrato nelle gare contro Trapani l’anno scorso e Siena due anni fa. Abbiamo ritrovato un gruppo che sa stare bene insieme, penso che saremo fastidiosi per tutti. Marotta e Di Piazza? Con entrambi avevo un buon rapporto, non soffrivo la loro concorrenza, ma magari alcune scelte tecniche perché pensavo di meritare un maggior minutaggio e non lo ricevevo. In questi casi comunque le colpe vanno sempre divise a metà: ogni giocatore deve venire incontro alle esigenze dell’allenatore. Lucarelli e di Natale? Si può dire che abbiano contribuito tanto a rimettere le cose a posto. Ovviamente anche il mercato di gennaio, fatto dal direttore Lo Monaco, ha contribuito a sistemare ciò che andava sistemato.

CATANIA E COMPAGNISe rimarrei anche in caso di Serie D? Catania non si deve scegliere in base alla categoria, è una piazza da Serie A. La città è bellissima, non manca niente. Qui vieni a fare il calciatore a prescindere dalla categoria. Beleck? Sì, penso che possiamo coesistere. È un giocatore che si sacrifica molto, si danna l’anima e corre molto, per questo magari poi è meno lucido sotto porta. In passato ho giocato in coppia con Daniel Ciofani, anche lui  era uno molto bravo di testa e con le sue spizzate apriva spazi che io sfruttavo. Biondi? Con Kevin parlo spesso, è un ragazzo eccezionale e posso solo dirgli di continuare così. Ha il comportamento giusto da professionista, se avrà fortuna arriverà in categoria più alte. Barisic? Mi dispiace per il momento che sta attraversando, ci sono passato anch’io. Posso dire che è un ragazzo generoso. In questo momento ha perso la fiducia, non è lucido e non è sereno, ed è il primo a starci male quando non gli riesce la giocata. Chiedo di sostenerlo, due anni fa ha dimostrato di poter essere molto utile”.

di Marco Zappalà

 

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