Alessandro Ambrosi, storico centravanti del Catania nella stagione 2000-2001, ha parlato a Unica Sport, ospite telefonico di Federico Lo Giudice. Una simpatica chiacchierata che lo ha visto riportare alla memoria il suo breve ma intenso semestre all’ombra del vulcano, rispondendo alle tante domande dei tifosi.

“Avere indossato questa gloriosa maglia, seppur per 5 mesi, è stata una delle esperienze più belle della mia carriera – esordisce il Re Leone Ambrosi a Unica Sport – sono legato in modo viscerale a questi colori”.

Cosa fa oggi Alessandro Ambrosi?

“Ho una mia academy in Svezia, un’altra in Tanzania, faccio scouting nel mondo del calcio e lavoro per la valorizzazione dei giovani, risorsa dello sport del futuro”

Perché non sei stato confermato 20 anni fa?

“A fine campionato, dopo quella delusione che tutti ricordiamo, mi lasciai con il presidente Gaucci con la promessa di discutere presto un nuovo accordo. Rifiutai tutte le destinazioni in estate, purtroppo non ci fu accordo tra Catania e Crotone (società in Serie B che deteneva il cartellino) e l’allenatore non si mosse per riavermi. Ricordo anche di aver rifiutato il Southampton in Premier League, avevo una parola con Gaucci, presidente che stimo e saluto”

Delusioni sportive

“Ho perso due finali in carriera, una con il Pisa ed una con il Catania, in assoluto il mio rammarico più grande. Credo che se avessimo rigiocato altre cento volte quella partita (con il Messina), l’avremmo certamente vinta”

Il gruppo 2000-01

“Triturammo il campionato nel girone di ritorno, c’era gente di un rigore morale incredibile e aveva carattere da vendere. Era un gruppo che molto romanesco – scherza Ambrosi – c’era Michele Zeoli, Andrea Bussi, Napolioni, tutti ragazzi in gamba. Rapporto con Guerini? Speciale, ho avuto la fortuna di lavorare con lui solo per 5 mesi, ma è un rapporto che è rimasto negli anni”.

Catania oggi soffre, in cosa si è venuti meno?

“Se io fossi il proprietario della società, curerei il tifo. A Catania il tifo è fondamentale. Inserirei in società figure che hanno fatto la storia della società. La Lega Pro per il Catania è deprimente. Il grosso errore è non essersi strutturato a dovere. Una città di Catania, con l’appeal e il bacino di utenza che ha, dovrebbe vivere di settore giovanile, investire in modo accurato sullo scouting. Peccato che siano discorsi che spesso cadono nel dimenticatoio”

Su Cristiano Lucarelli, l’opinione di Alessandro Ambrosi:

“Lucarelli sta facendo molto bene, non è facile lavorare nelle sue condizioni. Ritengo sia un tecnico giovane e valido, sa dare una grande identità alla sua squadra e prima di questo stop si sono visti i risultati. Ritengo che fin qui il suo lavoro è più che apprezzabile. Sarebbe stato facile abbandonare e andarsene, ma da quello che ho dedotto posso dire che il suo è un gesto di grande serietà professionale, vista la situazione societaria”.

 

Potrai ascoltare l’intervista ad Alessandro Ambrosi sulla nostra pagina Facebook nell’edizione delle ore 13:00 di Unica Sport

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