Il Comitato si mostra. Uno dei rappresentanti del gruppo interessato all’acquisizione del Calcio Catania, Maurizio Pellegrino, ha fatto il punto della situazione e risposto alle domande dei cronisti in una diretta Facebook andata in onda sulla pagina di Futura Press. Ecco le sue dichiarazioni, riprese da Unica Sport.

Il Comitato, dopo aver inviato la manifestazione d’interesse e messo insieme alcuni imprenditori locali, ha esaurito il proprio compito. Oggi parlo a nome e per conto della costituente SPA, la quale ha cinque milioni di euro di capitale sociale. I membri di questa SPA sono tre: io, Girolamo Di Fazio e Fabio Pagliara. Gli imprenditori a cui facciamo riferimento hanno voglia di investire su un progetto sportivo, mostrando una grandissima volontà in tal senso. Alcuni cronisti pensano che l’offerta fatta al Catania sia di poco conto, ma forse non sanno a quanto ammonta il debito reale del club, che è enorme per una società che oggi fa la Lega Pro. Il compito del Comitato termina qui, adesso saranno gli imprenditori, gli avvocati e i professionisti che entreranno nel vivo di questa trattativa. Ricordo che per acquisire una società servono alcuni passaggi obbligati: garanzie bancarie, onorabilità dei soggetti coinvolti e piano industriale della durata di tre anni. Bisogna portare tutto questo, nel rispetto delle regole, per inviare una manifestazione d’interesse. Il Comitato è riuscito, con il coinvolgimento di alcuni imprenditori, a far sì che questa manifestazione potesse maturare“.

È probabile che, nello sviluppo della trattativa, sia previsto l’eventuale nomina di un consulente tecnico, che probabilmente sarà nominato dal Tribunale. La nostra proposta d’acquisto era già pronta da tempo, le ultime vicissitudini che hanno coinvolto la società oltre all’analisi della situazione debitoria del club ci hanno convinto a modificare qualcosa nella proposta. Non è stato modificato nulla prima dell’emergenza Coronavirus, questo ci tengo a specificarlo. È una proposta seria, congrua, per arrivare a una conclusione felice dell’operazione. Poi le trattative sono trattative. La risposta negativa del Catania all’offerta? Ne prendiamo atto, può darsi sia una prima tappa o un primo approccio. Ad oggi, non risultano alternative al Comitato. Ho potuto constatare che in tanti si sono mostrati vogliosi di voler aiutare il Catania gridando amore per i colori rossazzurri, ma non ho visto nessuno attivarsi per poter eventualmente capire come salvare il club. In tanti hanno lavorato in passato con Pulvirenti, se questa società è arrivata ad avere questi debiti significa che qualcuno ha sbagliato. Per salvare il Catania, o hai tanti soldi da investire o se non hai un programma per salvare il club, questa società è destinata a esiti drammatici. Pulvirenti? Avranno le loro buone ragioni per non aver accettato l’offerta. Il valore della nostra proposta, di due milioni di euro, è da legare ai debiti verso i fornitori, quelli di tipo fiscale e verso le banche, oltre alle rate di Torre del Grifo. La nostra proposta consta dell’accollo di tutti i debiti del Catania. Speculare sul valore della proposta o sulle modalità di pagamento lo ritengo squallido. Torre del Grifo? È una risorsa, ma che deve ancora essere pagata”.

“Il presidente Astorina è una persona seria, mi sembra legittimo auspichi offerte da fuori. Mi preme ricordare però che le offerte finora arrivate da fuori sono state quelle di Follieri, oltre alla possibilità che qualche grande amico di Pulvirenti potesse sponsorizzare il Catania. Io ad oggi ho visto questo, non ho visto altri imprenditori farsi avanti per il Catania. Saremmo i primi ad essere felici di una soluzione in arrivo dall’estero, a meno che qualcuno non stia aspettando il fallimento per poi interessarsi a prendere il club. Quali sono le alternative al Comitato? Noi siamo interessati adesso perché la salvaguardia della matricola ci sembra determinante, la cosa più bella e veritiera. Il Catania ha detto no in maniera legittima, ma in questa situazione bisogna prendersi certe responsabilità. Ci dicano se c’è un’altra trattativa, saremmo immediatamente pronti a farci da parte e a sostenere. Diverso è chi si presenterà qualora il Catania dovesse fallire. Nomi degli imprenditori? Non mi sembra corretto che i nomi li faccia io in questo momento. Gli imprenditori verranno presentati nel momento in cui la situazione lo richiederà. Non mi sembra corretto fare i nomi di soggetti che hanno già fatto sforzi notevoli per presentare la manifestazione d’interesse. Gli sforzi non saranno uguali per tutti, comunque. Di Natale? Ha dimostrato di essere persona seria e capace. L’equilibrio di Di Natale ha fatto in modo che arrivassero i risultati positivi in un momento delicato. Lucarelli? Ha la mia stima, lo dico da tifoso e da collega. Ha fatto un lavoro straordinario, gliene va dato atto. Posso solo esprimere un giudizio positivo sulla persona Lucarelli e sul tecnico. Rilancio dopo il no del Catania? I soldi non sono miei, ma di questi imprenditori che stanno facendo il possibile per salvare il salvabile. Vediamo cosa succederà. Leonardi? La cordata era aperta a tutti quelli che hanno a cuore le sorti del Catania. Dopo tre mesi non ho ricevuto nessuna telefonata da nessun imprenditore forte che volesse aiutare il club. Abbiamo messo insieme dei tifosissimi del Catania, che hanno fornito loro disponibilità. Oltre a quelle che rappresento, non ho sentito altre persone”.

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