Metafora dell’opportunità.

Frammenti di storia, spaccati di un Catania che non ci sarà più in campo, ma nel cuore di tutti i tifosi ha ancora un posto grande, enorme, così come la forza di quel gruppo composto da senatori italiani e guerrieri argentini manifestazione di garra e spirito.

9 anni fa il Catania di Pablo Simeone agguantava un pareggio storico all’Olimpico di Torino contro la Juventus, si confermava nucleo temibile contro le grandi e si poneva come una delle realtà più belle del calcio nostrano.

Comparata al 2020 non regge alcun paragone, la situazione debitoria, la carenza (nulla togliendo ai professionisti dell’attuale organico, sia chiaro) di campioni di quel calibro, la poca chiarezza circa il futuro della matricola, ma se volessimo trovare un paragone non forzato ma speranzoso, proviamo a immedesimarci in questa rimonta.

All’attuale Catania urge un calcio di punizione dai 20 metri, una possibilità concreta, realmente allettante, di siglare un gol fondamentale per il futuro. La storia non mente, il ’46 non muore mai..

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