Triplice fischio, ci si scambia le casacche, ci si asciuga il sudore, possibilmente, quando le condizioni lo permettono, si va tutti sotto la curva a ringraziare i sostenitori, un’altra stagione è finita e a meno di spareggi è tempo di fare calcoli e bilanci.

Aspettate, siamo sicuri che sia così? La data del 25 aprile, oltre agli ovvi motivi per cui è cerchiata di rosso in calendario, avrebbe dovuto coincidere con la fine della regular season del campionato di Serie C, una giornata (la trentottesima) che avrebbe rivelato la posizione del Catania e le ipotetiche speranze di centrare il target prestabilito.

Come oramai tutti sappiamo, il torneo di terza serie è fermo dallo scorso 9 marzo e la classifica in attesa di novità legate all’ipotetica ripresa è rimasta la stessa, con una Reggina capolista e fin qui assolutamente meritevole del salto di categoria, il Bari staccato 9 punti e il Monopoli (sorpresa del girone meridionale) a quota 57.

E il Catania? Fino alla giornata 30, l’ultima disputata pre-Covid, i rossazzurri potevano vantare un campionato dal gusto agrodolce, le tre vittorie di fila avevano ridestato l’ambiente dopo mesi di contestazioni, confusione e tanta, forse troppa attenzione spostata fuori dal rettangolo verde.

Non potremo mai sapere, emergenza a parte, dove questa squadra sarebbe arrivata e non ci è ancora lecito capire se si tornerà in campo, i rossazzurri di Cristiano Lucarelli però (e questo non va assolutamente dimenticato) avevano trovato una loro dimensione, una compattezza di spogliatoio a dir poco invidiabile e la continuità di risultati, aspetto che ha permesso a Biagianti, Mazzarani & CO di infilare 7 risultati utili consecutivi.

A settembre, graduatoria attuale in mano, avremmo gridato tutti al fallimento, oggi a bocce ferme e consci delle tormente registrate nei mesi tra novembre e febbraio, per i rossazzurri forse potremmo parlare di un campionato partito realmente con l’avvento del lider maximo (dal match interno col Bisceglie).

Scissi dal rendimento, l’interrogativo non cambia: la stagione di Serie C è finita o si tornerà in campo? In estate? Per il prossimo autunno? E ancora, per i playoff o per le restanti 8 partite? A schiarire dubbi che comunque si legano all’evoluzione di una pandemia ancora in atto, sarà solo il tempo, visto che il buon senso forse non c’è più da un pezzo, ma fino ad allora, ricordiamolo come il torneo dai tanti inizi, ma che una fine non l’ha mai avuta e non è detto l’avrà mai.

di Marco Zappalà

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