Il destino del Calcio Catania è appeso ad un filo, torna, prepotente, il rischio fallimento.

La Procura della Repubblica di Catania ha presentato al Tribunale fallimentare un’istanza di fallimento. La magistratura, per firma dei pm Fabio Regolo e Alessandra Tasciotti, ha ritenuto la situazione dell’insolvenza molto grave. Da qui al 22 maggio (sette giorni) il Catania dovrà fare ordine presentando delle “memorie difensive” da presentare ai giudici del Tribunale fallimentare.

Nella relazione emerge l’accumulo debitorio e l’azzeramento del capitale sociale del Calcio Catania, dato che fa sì che il club in questo momento non abbia valore alcuno.

Conseguenza sarà l’immediato azzeramento del consiglio di amministrazione, con il ripristino, come evidenziato nell’articolo 15, comma 8, delle attività di gestione. A questo segue la nomina di amministratori giudiziari che avverrà in modo immediato.

A questo si aggiunge che la gestione del Catania sta avvenendo in assenza di capitale sociale minimo di legge (infatti la S..p.a. ordinaria deve essere costituita con un capitale sociale minimo pari a 50.000,00 euro)

La società Calcio Catania non avrebbe presentato alcuna documentazione di ristrutturazione del piano aziendale, l’istanza asserisce che l’amministratore delegato in pectore Giuseppe Di Natale abbia aggravato il dissesto.

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