Caro futuro, mi riconosci?

Sono io, la SICILIA, terra d’immensa tradizione, spaventosa bellezza. Sono ricca di cultura – artistica, letteraria, sportiva.

Ed è proprio l’aspetto agonistico, scisso da bandiere e striscioni, a catalizzare (purtroppo negativamente) la storia recente dell’Isola.

Diverse realtà regionali, molte delle quali hanno conosciuto già in passato i palcoscenici più ambiti, si stanno mostrando per un’estenuante lotta tra tribunali e giudice sportivo, lasciando al campo un ruolo secondario. Vedi Catania, piazza da Serie A, che stringe i denti dopo una scellerata gestione che l’ha portata tra le torbide acque della Serie C e con un monte debiti da far paura anche agli imprenditori più audaci. Il futuro della matricola è in bilico e soltanto una società per azioni neonata da pochi giorni rappresenta l’unica soluzione al crac che colpirebbe al cuore centinaia di migliaia di tifosi.

Che dire ad esempio del Trapani, che dopo aver festeggiato una promozione in B in un contesto d’emergenza come quello del mancato pagamento dei calciatori, sta registrando pure in cadetteria difficoltà di ogni genere. Aumenta l’indotto ma non scompaiono i problemi, quelli in campo e quelli gestionali, con l’ultimo deferimento della Covisoc che certifica l’allarme. La tifoseria granata attende confusa e preoccupata, esiste un contenzioso fra la nuova proprietà (Alivision Group) e la vecchia gestione (FM Service) e i conti bancari del club sono stati bloccati.

A Palermo seppur in via ufficiosa ci si già era destati dall’incubo fallimento e l’anno di purgatorio tra i dilettanti per quanto non entusiasmante, si è concluso con il raggiungimento dell’obiettivo.

La Serie C è stata conquistata sul campo – anche se va attesa la finale ratifica del Consiglio Federale – ma di festeggiare pare non ci sia tempo né voglia. Le dimissioni del vicepresidente dei rosa Tony Di Piazza, tra gli azionisti di maggioranza, gettano nuove ombre dalle parti di Viale Del Fante. Si percepisce aria di rottura all’interno del Cda e la piazza tutto vuole meno che rivivere i fantasmi del recente passato.

Un futuro da disputare tra aule di tribunale e consigli di amministrazione, la Sicilia non è stata immune dalla crisi pandemica, piuttosto a preoccupare è il futuro calcistico, quello che lega la passione della gente e lo sviluppo di un’attività così importante nel tessuto sociale. Per una nuova età dell’oro, passerà del tempo.

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