A margine della conferenza stampa dell’inchiesta “Fake credits” che coinvolge, tra gli altri,  il commercialista Antonio Paladino, vice-presidente della Sigi, il procuratore capo Carmelo Zuccaro ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “Siamo venuti a conoscenza di una società a delinquere – la Confimed – la quale metteva a disposizione di imprenditori che intendevano evadere le imposte per trarre un guadagno, una rete di società fittizie (ne sono state sequestrate undici) le quali creavano a loro volta documenti fittizi che avrebbero attestato l’esistenza di crediti nei confronti dello stato“.

Questi crediti, una volta attestati, venivano ceduti – prosegue il procuratore Zuccaro – alle imprese che intendevano evadere. Attraverso questo sistema ci guadagnava questa società di consulenti illegali che si affidava a commercialisti i quali hanno guadagnato oltre 6 milioni di euro da questo giro. L’ammontare dei crediti fittizi, delle compensazioni non dovute, supera i nove milioni di euro perché sono stati portati come compensazione fittizia crediti per oltre venticinque milioni di euro. Quindi, danno allo Stato per oltre nove milioni di euro per quanto riguarda le imposte che non sono state versate, danno agli imprenditori onesti, che hanno subito la concorrenza di questi soggetti, e naturalmente un giro di denaro e liquidità illecita che può alimentare altri circuiti illeciti. Il capo della Confimed era Paladino. Vi era una trattativa seria e in corso per la rilevazione del Catania, il cui gruppo proprietario versa in gravi condizioni economiche, e il Paladino era uno dei principali soggetti che portava avanti questa trattativa di acquisto. La sezione fallimentare sta esaminando queste situazioni, noi riteniamo che le istituzioni dello Stato debbano agire in perfetta sincronia e abbiamo rappresentato alla sezione fallimentare questo problema e queste esigenze. Le esigenze cautelari che hanno portato all’emissione di questi provvedimenti in parte nascono anche da queste esigenze. Avrà un grosso rilievo nella trattativa quello che noi abbiamo accertato“.

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