Nella giornata che ha visto il Tribunale dichiarare il fallimento di Finaria, nello studio dell’avvocato Augello si è tenuto un nuovo incontro tra i soci della Sigi. Queste le dichiarazioni del presidente del CdA di Sigi, l’avvocato Giovanni Ferraù, al termine della riunione.

“Sigi vuole dei chiarimenti. Siamo consapevoli dell’arrivo di una penalizzazione per il Catania, che il mancato deposito dell’indice di patrimonialità e altra documentazione potrebbe determinare un aumento della quota d’iscrizione ma l’idea è quella di andare avanti qualora il Tribunale fosse di questa idea. Siamo scossi, ma non preoccupati. Chiediamo chiarimenti”.

“Sappiamo che gli stipendi non sono stati pagati, è chiaro che qualcosa cambia. Non siamo preoccupati degli ostacoli, gli imprenditori valutano tutto, compresi costi e benefici. Abbiamo chiesto dei chiarimenti in ordine ad eventuali penalizzazioni alla luce degli inadempimenti compiuti, é probabile che ci sarà un aumento dell’importo iniziale. Oggi alla luce di questo ennesimo pugno preso in faccia, il fallimento di Finaria, che forse cambierà poco, noi rimaniamo possibilisti nel presentare l’offerta. Qualora dovessero giungere questi chiarimenti”.

“Se il bando dovesse essere revocato, il Catania é molto probabile venga dichiarato fallito. Se dovesse venir meno la matricola 11700, rimarremo comunque in corsa. La matricola è imprescindibile, è prioritaria. Ma rimarremo in corsa anche nell’eventualità della sua scomparsa. A noi conviene salvare questa matricola, il resto è dietrologia. Altrimenti oggi avremmo deciso di ritirarci, non lo abbiamo fatto. Sigi c’è, nonostante tutto. L’idea è di esserci anche in caso di fallimento, fermo restando che la nostra idea è salvare la matricola 11700”.

Di seguito la nota ufficiale di Sigi:

Alla luce della dichiarazione di fallimento della Società Finaria, SIGI ritiene opportuno precisare, conformemente all’obiettivo da sempre perseguito di voler salvare la matricola, di essere pronta, in tutti i sensi, a partecipare alla gara competitiva, ove il Tribunale decida ugualmente di procedere a mezzo dei Curatori nominati alla vendita delle azioni detenute da Finaria e, comunque, in qualsiasi condizione, successiva e ulteriore, possa avvenire l’avvicendamento proprietario, cui SIGI rimane pervicacemente interessata.

Segnala, comunque, doverosamente, in attesa del pronunciamento del Tribunale e di comprendere appieno gli effetti e le motivazioni della dichiarazione di fallimento su quanto occupa, di dover chiedere delucidazioni in ordine ad almeno due diversi recentissimi fatti, che incidono sull’investimento economico e sul progetto sportivo in maniera rilevante, oltre che, evidentemente, sul modello dell’azionariato diffuso, anche successivo all’acquisizione.

Il recente deferimento del Calcio Catania comporta, in base alle norme federali, un notevole sicuro appesantimento della quota di iscrizione, scadente i primi giorni di agosto, rispetto all’importo originariamente previsto, oltre alla possibilità di dover fornire ulteriori garanzie fideiussorie per coprire il rischio di inadempimenti compiuti dalla precedente proprietà. Ennesimo aggravamento del prospettato impegno finanziario.

Il mancato pagamento delle spettanze, promesso da Finaria (e da Calcio Catania) e per cui SIGI aveva manifestato impegno di rimborso entro tre mesi, determinerà certamente, stante la recidiva, una pesante penalizzazione nel prossimo campionato, agevolando, comunque, lo svincolo dei tesserati e la perdita del patrimonio tecnico.
Sempre fiduciosa nell’attento esame da parte della Magistratura attende le comunicazioni che le consentano di procedere a deliberazioni prudenti e assistite da criterio, che rendano fattibile e non solo sentimentale l’intento.
Nel contempo Sigi smentisce categoricamente quanto riportato oggi all’interno di un articolo pubblicato sul quotidiano “La Sicilia” riguardo all’uscita dalla Spa dell’imprenditore Angelo Maugeri. Una notizia che non corrisponde alla realtà. Maugeri, Ecogruppo Italia e Futura Production sono parte integrante del progetto Sigi“.

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