Intervenuto nel corso della diretta di Unica Sport, il centrocampista del Catania Mariano Izco commenta così il suo ritorno in maglia rossazzurra e l’avvio di stagione.

RITORNO A CATANIATornare qui è bellissimo, ho ricevuto tantissimi messaggi d’affetto. Quando ho lasciato la macchina nel parcheggio a Torre del Grifo ho fatto cinque passi e poi per l’emozione sono tornato indietro verso la mia auto: non è stato facile ritrovare quello spogliatoio dopo sei anni. Un momento bellissimo. Non pensavo ormai che sarei riuscito a tornare qui. Fascia di capitano? È sempre un orgoglio, ma anche una responsabilità, per esempio nei confronti dei giovani.

CATANIA-PAGANESESiamo tutti nuovi, non ci conosciamo bene e abbiamo avuto poco tempo per lavorare insieme. Siamo sempre il Catania e abbiamo l’obbligo di vincere, ma pensando alla gara di domenica abbiamo subito un rigore che non c’era. Rimontare non era semplice poi su quel campo. Non deve essere comunque un alibi, abbiamo la fortuna di poterci rifare già a partire da domenica fornendo una buona prestazione. Ci mancano i tifosi allo stadio, senza non sembra neppure una partita di calcio.

VOGLIA DI GIOCAREA Crotone ho avuto piccoli traumi al ginocchio, alla caviglia e alla mano, non situazioni di tipo muscolare. Poi sono stato sei mesi senza squadra, firmando solo a gennaio col Cosenza, giocando poco. Alla Juve Stabia non ho giocato per scelta tecnica del mister. Quando mi hanno chiamato per tornare ho accettato perché so che sto bene, altrimenti non l’avrei mai fatto. Io qui ho un buon ricordo, se fossi stato male fisicamente non avrei mai accettato di tornare perché avrei rischiato di sporcare quel ricordo. Non sono venuto a Catania in vacanza, ho tanta voglia, voglio giocare.

SQUADRAIl gruppo che ho trovato è sano, ci sono giocatori di esperienza e giovani. Questo è importante, bisogna andare tutti dalla stessa parte: su questo non possono esserci dubbi, si può sbagliare una partita ma si deve remare sempre compatti dalla stessa parte. Il mister ha tanta voglia di lavorare, si fida di noi, penso che insieme a lui potremo fare una grande stagione. Non siamo al 100%, quando non puoi disputare amichevoli o fare minutaggio in partita non puoi esserlo, ti manca l’agonismo. Il 3-5-2 l’ho fatto con Montella e con Maran, è un modulo che conosco bene. Abbiamo avuto pochissimo tempo per conoscerci, i ragazzi sono arrivati quasi tutti nell’ultima settimana: servirà tempo, anche se non ce n’è perché già domenica siamo in campo.

BIAGIANTIMi dispiace per Marco, l’avevo sentito anche prima del suo addio. Quando ho firmato con il Catania, mi ha chiamò per farmi l’in bocca al lupo. A Marco auguro tutto il meglio, ma questa è una vicenda in cui io non c’entro nulla. Non è stato un discorso del tipo o Marco Biagianti o Mariano Izco: io con Marco ho giocato cinque anni. Mi hanno chiamato da Catania e sono venuto, è andata semplicemente così.

OBIETTIVOMi piacerebbe fare di tutto per questa maglia, so quello che sta soffrendo Catania. È una categoria difficilissima, lo abbiamo visto anche contro la Paganese. Per fare un gol sprechi il doppio della fatica anche contro una squadra magari inferiore come organico. Sarà un campionato duro, ma mi auguro di raggiungere qualcosa di importante. L’obiettivo? Non vorrei dirlo, ma è il sogno di tutta Catania. Dobbiamo arrivare il più in alto possibile, poi sarà il campo a parlare.

RICORDI CATANIAIl gol contro la Juve? Dopo la partita, Sinisa ci rimproverò: entrò in spogliatoio arrabbiato perché ci aveva avvertito di un determinato movimento che faceva Diego, eppure lui ci segnò lo stesso. Noi stavamo festeggiando, e prima di farci i complimenti ci ricordò che avremmo dovuto difendere meglio in quella occasione. Lo Monaco? Da quando è andato via, venendo poi sostituito da Gasparin, non l’ho più sentito telefonicamente, né più avuto contatti con lui. Catania degli argentini? Con loro parlo ogni giorno, abbiamo un gruppo WhatsApp che si chiama “Catania dei record”: dentro ci sono Andujar, Almiron,  Alvarez, Spolli, Barrientos e Bergessio.

SERIE CLa differenza tra Serie A e Serie C è enorme, devi essere bravo ad adattarti alla categoria: dovrò essere bravo io a capire che non è la massima categoria e calarmi nella realtà della Lega Pro. Il mio video? Ha avuto l’idea mio cugino insieme a un ragazzo che si chiama Marco, che sta curando i miei social. È venuto davvero bene. Tonucci? Ho giocato con lui alla Juve Stabia, per la Serie C è un acquisto importantissimo, di livello. Ha esperienza e ci darà una grande mano.

PUBBLICITÀ



PUBBLICITÀ



PUBBLICITÀ

Articoli simili