Joe Tacopina ha presentato la sua offerta. Dopo mesi di voci e indiscrezioni, il businessman americano ha avanzato tre diverse proposte alla Sigi: si attende la risposta entro circa due settimane. All’esterno di un hotel nel centro di Catania, Tacopina ha parlato ai giornalisti del suo progetto a 360 gradi. Ecco quanto evidenziato da Unica Sport.

Sono davvero felice, finalmente, dopo due mesi di lavoro, di poter dire che abbiamo presentato oggi la nostra offerta a Sigi per il Calcio Catania. La nostra offerta fornisce più opzioni alla Sigi, attendiamo la loro risposta. Sono davvero molto eccitato di fronte al progetto e al futuro di questo club. Ci sono tre differenti tipi di proposta: una punta a rilevare il 100% del Calcio Catania, un’altra in cui Sigi rimane all’interno del progetto e un’altra che prevede un mix tra le due. La Sigi è composta da cinquanta persone, ma io parlo solo con Nicolosi: è lui che ha ricevuto la mia offerta.

Progetto? È un grande progetto. Tra Roma, Bologna e Venezia sono in Italia da undici anni, ma questo progetto è il migliore di tutti. Questa città merita una squadra in Serie A, i tifosi etnei sono fantastici. Ho visto tanti video sui tifosi del Catania su YouTube, e sono incredibili. Ricordo, quando ero a Roma, di aver visto il Catania perdere 7-0 all’Olimpico: fu bellissimo vedere la curva ospiti piena cantare e incitare la squadra anche dopo il 5-0 e il 6-0. Lì ho capito cosa significhi la squadra per questa città.

Tempistiche? Più o meno le prossime due settimane. Abbiamo fatto tre proposte, non soltanto una, tenendo conto di tutti i possibili desideri di Sigi. Saranno loro a scegliere la soluzione migliore. Mi piace Nicolosi, penso sia un uomo intelligente, è un valido imprenditore catanese. Se dovesse rimanere all’interno del progetto, lavoreremo insieme. Se e quando dovessimo diventare proprietari del club, valuteremo anche l’aspetto sportivo. L’attuale dirigenza e lo staff tecnico hanno fatto un buon lavoro, e lo si vede settimanalmente. Differenze con gli altri progetti? Il progetto Roma era diverso, la squadra era già in Champions League. A Bologna si era creata una situazione simile a quella attuale, la squadra era appena retrocessa in Serie B: ridammo entusiasmo alla piazza. Questo progetto è simile: Catania è una della realtà più importanti del calcio ma si trova in difficoltà. È tempo di riportare questa squadra dove appartiene.

Non sono nella posizione di commentare la squadra, ho visto solo una gara in televisione e comunque finora ne hanno giocare soltanto tre. In questo progetto ho con me il gruppo dirigenziale di più alto livello che si possa chiedere: un gruppo molto importante, di cui farà parte Giovanni Gardini, che è stato nell’Inter e nella Lazio. Il Catania è in Serie C ma tutti sono affascinati da questo progetto che ha l’obiettivo di riportare la squadra in Serie A. Metto io la faccia, ma alle spalle ho un gruppo di persone molto importante: posso dire che sia il migliore da quando lavoro nel calcio italiano. C’è Salvo Arena, mio amico da dieci anni, parte di uno studio legale molto importante. Ho partner molto forti in America, come Sean Largotta, abbiamo davvero un gruppo molto forte di investitori e professionisti. E sono tutti molto entusiasti del progetto. Con noi ci sono anche catanesi, come l’avvocato Dario Motta.

Non gioco né speculo con i giornalisti, non sono qui in vacanza anche se Catania è bellissima. Abbiamo lavorato ogni giorno ma non è stato facile: Sigi ha ereditato una situazione disastrosa appena due mesi fa, una situazione che era difficile da analizzare e capire. Ci sono ancora tante domande che restano aperte, questioni che vanno risolte. Ripartirò stasera, spero di ritornare subito (ride, ndr). Ai tifosi dico che ho grande rispetto per la città e la storia di questo club, ho una sola visione: riportare il Catania in Serie A. Nuova Atalanta? Secondo me è la migliore società italiana, ma Catania è diversa, ha tifosi incredibili. Torre del Grifo è un centro sportivo di livello non solo nazionale. Se sarà possibile avviare questo progetto, i tifosi del Catania si sentiranno orgogliosi di esserlo. Mi sento cautamente ottimista. Quando ho lasciato il Venezia, ho avuto la possibilità di prendere due squadre di Serie A e anche altre formazioni italiane. Ho poi valutato il progetto Catania, allertato da alcuni amici come Cusmano e Arena che mi hanno spiegato quanto potesse essere entusiasmante questo progetto: dopo aver valutato la situazione ho capito che questo era l’unico progetto da fare. Siamo qui, l’obiettivo è andare avanti. Ci sono ancora cose che devono essere fatte, l’aspetto più importante riguarda i debiti. Sì può comprare una squadra di Serie A con meno dei debiti che ha il Catania, quindi dobbiamo risolverla. Non è colpa di Sigi ma frutto della gestione passata. Sullo stadio ci concentreremo, ma non subito. Abbiamo altre priorità.

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