Ospite dell’ormai consueto Face to Face di Unica Sport, realizzato in collaborazione con la concessionaria Comer Sud S.p.A.-Volkswagen, è stato il numero 8 della formazione rossazzurra: Giacomo “Jackino” Rosaia, classe ’93 arrivato a titolo defintivo dal Cesena e resosi per tre stagioni un pilastro della Carrarese anche dell’ex Silvio Baldini, che si è raccontato ai nostri microfoni e ha risposto alle domande dei tifosi.
Il centrocampista di Massa Carrara nelle sei partite disputate finora dal Catania ha sfornato solo grandi prestazioni e ha dimostrato tutta la sua duttilità con assist, corsa, dinamismo e temperamento in campo, meritandosi la fiducia di mister Raffaele che lo ha messo al centro del gioco etneo e ha deciso di lanciarlo in cinque circostanze nell’undici titolare.

“A Catania mi sto trovando benissimo, è una piazza incredibile. Sono felicissimo e orgoglioso di vestire la maglia rossazzurra.
Mi dispiace non avere i tifosi al nostro fianco durante le partite, ma stanno facendo sentire ugualmente il loro affetto.
Calo dopo essere andati sotto con Ternana e Bari? Sicuramente è un fattore che è evidente e ad inizio settimana abbiamo analizzato quale possa essere la motivazione di questo calo a livello mentale. Le pesanti sconfitte contro Ternana e Bari ci hanno fatto capire che dobbiamo ancora crescere e gli errori da non ripetere.
La squadra deve rimanere compatta e solida anche di fronte alle difficoltà in campo e noi stiamo lavorando tanto sulla nostra testa e autostima di squadra perchè siamo forti e dobbiamo credere in noi stessi.

E’ vero c’è un grande senso di gruppo e siamo uniti dentro e fuori dal campo. In squadra ho legato veramente con tutti.
Per me questo è il gruppo più forte con cui ho giocato, lo ripeto sempre anche ai miei compagni, e sono sicuro che tutti insieme possiamo costruire qualcosa di importante in un girone più difficile e complesso rispetto agli altri due perchè ci sono tantissime squadre attrezzate con giocatori esperti e che lottano per vincere il campionato. 
Lottare in campo per i colori rossazzurri e portare sul rettangolo verde quello che è lo spirito dei tifosi è importante e sono felice che questo mio spirito combattivo sia apprezzato e venga fuori.
Non ho un rito pre-partita: ascolto musica e cerco di restare concentrato sull’avversario e sui miei compiti in campo.

Come posizionamento in campo, a me non fa alcuna differenza giocare con un regista come Maldonado o un incontrista come Welbeck. L’ingresso nel gioco di Maldonado ha rotto l’equilibrio iniziale? Non spettano a me queste valutazioni, ma al mister. Non ci alleniamo sempre al massimo ed è l’allenatore che prende le decisioni su chi mandare in campo in base allo stato di forma e alla tipologia di partita.
Siamo una rosa competitiva e per Raffaele non è facile scegliere, questo alza sicuramente l’asticella. Il mister è diretto con noi, un grande lavoratore e mette il cuore in quello che fa. Insieme a lui ci toglieremo grandi soddisfazioni.
Il mio punto di forza è legare il gioco tra difesa e attacco con quantità e qualità, mi piace recuperare palloni ed essere al servizio della squadra. Io mi ispiro a Radja Nainggolan per le sue caratteristiche e che abbina qualità e quantità.
Nelle giovanili dell’Inter facevo l’attaccante, ma insieme ai miei successivi allenatori ho capito che quello di centrocapista fosse il mio ruolo.
Ho scelto il numero 8 perchè, insieme al numero 4 per Nainggolan, mi accompagna da quando ero bambino.

Ho gradito molto la carne di cavallo sia per il gusto che per motivi nutrizionali, essendo che sono molto attento alla dieta. Mi mancano gli arancini (ride, ndr).

Il mio obiettivo personale è quello di riportare il Catania dove merita per blasone e importanza della tifoseria. Ho scelto Catania perchè è una piazza incredibile aldilà della categoria dove si trova attualmente.
Non mi aspettavo di andare via dal Cesena, viste le condizioni particolari del passato mercato estivo, e la chiamata del Catania. L’interesse della società etnea mi ha caricato e ho preso subito la decisione di venire a giocare qui. Ovviamente c’erano tanti punti interrogativi perchè cambi città e lasci la tua famiglia, ma con fermezza ho accettato tutti i possibili cambiamenti per il Catania. 
Sento già mia la maglia rossazzurra e sono pronto a buttarmi nel fuoco e a qualsiasi sacrificio per portare il Catania nella categoria che gli compete.
Biagianti rappresenta un punto di riferimento nel Catania del passato perchè è stato un perno del centrocampo ed è stato una bandiera di questa squadra, dimostrando attaccamento e passione per questi colori. 

Primo goal in rossazzurro? Spero di realizzarlo nel derby contro il Palermo, so che è una partita importantissima e molto sentita. 

A chi non piacciono gli Stati Uniti (ride, ndr.). Tacopina potrebbe essere un aiuto per tutti quanti. In ogni caso, noi giocatori pensiamo e dobbiamo pensare solo al campo e a dare il meglio di noi stessi, come abbiamo fatto finora nonostante le voci sul cambio di proprietà.
Io e tutti i miei compagni siamo consapevoli di essere arrivati in una società con una proprietà importante che fino dal primo giorno di ritiro non ci ha fatto mancare niente e che ha fatto qualcosa di incredibile per salvare il Catania.
Torre del Grifo è un centro sportivo eccezionale e super organizzato che ti permette di fare calcio a 360°.

Per diventare un calciatore professionista sono necessari tanto lavoro e tanti sacrifici e per un giovane non è facile.
Io avevo chiaro il mio obiettivo e non mi è pesato, ad esempio, andare a letto presto il sabato sera, invece di uscire con gli amici. Ringrazio mio padre e mia madre per avermi aiutato a diventare quello che sono, facendo anche loro dei sacrifici, e Andrea Danesi, il mio allenatore alla Massese che mi ha portato nei professionisti e mi ha fatto prendere coscienza delle mie caratteristiche e qualità.

Manuel (Sarao, ndr) è un grande amico ed un punto di riferimento perchè è una persona stupenda.
Per me lui è un’attaccante da doppia cifra che è stato penalizzato nel rendimento dagli infortuni che ha avuto ed, essendo un centravanti di spessore e fisico, ha bisogno di giocare e di continuità per poter dare alla squadra il meglio di sè e le sue caratteristiche. E’ un giocatore che sicuramente può fare la differenza in questa categoria.
Il mio rapporto con Sarao nasce a Cesena dove giocavamo insieme e fin da subito è nato un grande feeling.
Tonucci è veramente forte, porta in campo la giusta cattiveria agonistica che rappresenta uno sprono per tutti ed è un grande uomo pronto sempre a un consiglio fuori dal campo”.

Si ringrazia l’Ufficio Stampa del Calcio Catania per la concessione dell’intervista.

Claudio Pisi

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