Continua il countdown verso quella sempre magica partita, chiamata “derby di Sicilia”,
che manca da sette anni. Dopo Michele Paolucci, ieri sono stati ospiti della nostra diretta delle 19:30 Peppe Mascara e Marco Biagianti.
Due grandi giocatori che hanno portato in alto il Catania, difendendolo in campo con la fascia di capitano al braccio anche in molti derby, e che sono entrati nella storia del memorabile 0-4 al “Barbera” dell’1 marzo 2009.
Mascara ha siglato l’eurogoal da centrocampo che ha ammutolito tutto lo stadio, Biagianti ha fornito l’assist per la rete di Paolucci del definitivo poker rossazzurro.

L’ex numero 27 si è raccontato ai nostri microfoni tra i ricordi dei derby, la sua attuale avventura nel futsal e la decisione di diventare allenatore.

“Il derby mancava da tantissimi anni e, nonostante la situazione sanitaria attuale, rimane una partita importantissima e sentita.
Magari non la vivi come avresti voluto ossia con i tifosi al tuo fianco allo stadio e durante la settimana, ma è pur sempre il derby. È inutile nasconderlo: tutti siamo andati a vedere quale sarebbe stato il giorno del derby quando è uscito il calendario.
Le settimane che precedono il derby sono diverse dalle altre: la gente ti incontra per strada e, oltre a chiederti una foto e a farti l’in bocca al lupo per la partita del fine settimana, ti sprona e ti fa capire che esiste un solo risultato ovvero la vittoria. C’è sicuramente maggiore tensione durante la settimana che porta al derby e nel pre-partita, ma per fortuna io avevo Morimoto che si ascoltava Pavarotti (ride, ndr).
Peppe tante volte in allenamento provava a segnare da centrocampo e nell’istante in cui ha tirato al “Barbera” dopo la spizzata di Morimoto ho pensato che fosse pazzo. Per fortuna alla fine ha realizzato quell’eurogoal ed è stata una emozione incredibile e strana perché allo stadio c’è stato tanto silenzio, vista l’assenza dei nostri tifosi con i quali però poi abbiamo festeggiato perché al ritorno ci hanno accolto in un autogrill e scortato fino al “Massimino” con dei fumogeni. È stata una partita memorabile sia per il risultato che per il dopo.

Un altro derby che mi è rimasto dentro è il 2-0 in casa con doppietta di Maxi Lopez per l’atmosfera che c’era allo stadio, per il nostro inizio di campionato in salita e per il buon momento del Palermo.
Il primo derby giocato è stato un 1-0 per il Palermo. Ho un buon ricordo non tanto per il risultato, ma perché inaspettatamente sono partito titolare.

La convocazione in Nazionale per me è stato un bellissimo momento perché, nonostante non sia sceso in campo complice anche un infortunio alla caviglia che mi portavo da tanto tempo, nel giro di pochi anni sono arrivato a giocare in Serie A e ad allenarmi a Coverciano.

Nel Catania ci sono tanti giocatori di esperienza che possono aiutare i più giovani a capire l’importanza di questa partita per la squadra, la città e la tifoseria.
Lunedì bisogna mettere in campo anima, cuore e grinta e tutti ci aspettiamo una grandissima prestazione da parte della squadra di Raffaele.
Sarà una partita ad alta tensione perché il Palermo attraversa un momento complicato e il Catania arriva da due sconfitte consecutive. Questa partita è una partita a sé e richiede di mettere da parte qualsiasi pensiero alla classifica e gli ultimi risultati.

Interesse del Palermo? Quell’estate è stata molto complicata per me perché sembrava quasi sicuro il passaggio in un’altra squadra, ma il mio obbiettivo e la mia volontà sono stati sempre quelli di rimanere per cui ci sono stati pareri discordanti e litigati. Sono contento che sia rimasto e che si sia aperta una nuova strada per me con il Catania.
Il gruppo che mi ha accolto quando sono arrivato in rossazzurro mi ha permesso di crescere a livello personale e di calciatore. L’ho preso e lo prenderò sempre come riferimento per i valori.

Non ho avuto modo di vedere tutte le partite del Catania, ma ho notato un’importante coesione di gruppo e una buona solidità nella fase difensiva. Sicuramente è da migliorare quella offensiva.
Con Tommaso (Silvestri, ndr) mi sento spesso e già l’anno scorso dalla panchina lo osservavo e mi sento di dire che è pronto per essere il capitano del Catania. In questi anni è migliorato tantissimo a livello caratteriale e di carisma.

Attualmente sto studiando per diventare allenatore, anche se il Covid ha rallentato un po’ i tempi, e poi ho iniziato questa nuova avventura con la Meta Catania che mi sento di ringraziare per il trattamento riservatomi. Il futsal è diverso dal calcio per diversi aspetti, ma è ugualmente bello ed emozionante.
Un mio ex compagno che vedrei bene nel futsal? Il Papu Gomez, sicuramente non Mascara perché tirerebbe da qualunque posizione e non seguirebbe i tanti schemi che ci sono (ride, ndr).
Alla carriera di Peppe do un 9 perché ha fatto vedere grandissime cose e per me avrebbe potuto giocare ancora di più in Serie A”.

Claudio Pisi

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