“Mascara meglio di Maradona e Beckham. Questo goal lo vedranno fino a Tonga”, così il telecronista di Sky, Maurizio Compagnoni, commentò quello strabiliante goal da centrocampo di Peppe Mascara in quel memorabile 0-4 a “Barbera” dell’1 marzo 2009.
Oggi Mascara è stato ospite insieme a Marco Biagianti, altro ex capitano rossazzurro e protagonista di numerosi derby, della nostra diretta dell 19:30 raccontandoci quel derby e l’importanza di questa partita.

“Mi dispiace che i ragazzi che sono oggi nel Catania non possano vivere al 100% questa partita: il derby lo senti già quindici giorni prima perchè la città e le persone te lo fanno sentire. Il derby è fonte di emozioni forti.
Nella settimana prima del derby ai nostri allenamenti erano presenti 2.500-3.000 persone e ovviamente questo è una cosa che ti caricava ancora di più e ti permetteva di arrivare alla gara con l’adrenalina al massimo.
E’ una partita a sè, è inutile nasconderlo. Ti prepari durante la settimana sapendo di andare a giocare per una città, una tifoseria e per una maglia molto importante e devi essere disposto a sacrificarti per loro.
I ricordi dei derby e dello 0-4 rimangono dentro perchè Catania ci ha dato tanto e altrettanto abbiamo dato noi a Catania. Nelle settimane prima del derby senti che c’è qualcosa di magico nell’aria.
Il goal da centrocampo contro il Palermo e quello simile realizzato due settimane dopo ad Udine sono solo questione di istinto. Come ha detto Marco, io in allenamento provavo tante volte a segnare da lontano e sapevo che a Palermo poteva andare male, ma alla fine è andata più che bene.
Nell’azione del quarto goal Marco è stato bravissimo a inserirsi nello spazio e a mettere poi Paolucci nella condizione di segnare. In quella partita ci è riuscito tutto alla perfezione senza provare nulla e mister Zenga è stato bravissimo a stemperare la tensione in allenamento, derivante sia dal fatto che andavamo a giocare il derby sia perchè arrivavamo da tanto risutati negativi fuori casa.
Io non ricordo la prima volta che sono sceso in campo con la maglia rossazzurra in un derby (ride, ndr). Non è vero, purtroppo lo ricordo benissimo: è stato in un 5-0 per il Palermo in Serie B.
Convocazione in Nazionale per me e per Marco? Io penso che quell’anno entrambi abbiamo fatto delle ottime prestazione in campionato e credo che Lippi abbia ritenuto giusto convocarci per il salto di qualità individuale e di squadra di quell’anno. Mi è dispiaciuto tanto che Marco non sia riuscito a scendere in campo perchè anche lui meritava la sua chance.
Ai ragazzi che rappresentano oggi il Catania e che non hanno mai avuto modo di vivere il derby mi sento di consigliare di stare sereni, ma nello stesso tempo di predisporsi mentalmente chè andranno a fare una guerra a livello agonistico. Poi devono essere bravi il mister e lo staff, a cominciare dallo stesso Armando (Pantanelli, ndr.) che ha giocato e vinto qualche derby, a trasmettere il valore di questa partita.
Lunedì non si deve avere paura e il Catania deve fare la sua gara ed essere consapevole di rappresentare un’intera città.
Io nel Catania attuale ho visto una difesa compatta e che sa soffrire, ma dispiace che riusciamo a fare pochi goal. L’ho detto anche in passato: il Catania ha un buon organico, ma gli manca una punta che faccia la differenza e da doppia cifra.
Ho avuto la fortuna di fare insieme a Raffaele il corso di allenatore a Coverciano e ha delle belle idee.
In questo momento lui è l’allenatore ideale per il Catania, ma non è semplice arrivare a Catania dopo la situazione degli ultimi mesi e costruire tatticamente una squadra con giocatori che arrivano dal mercato ogni due-tre giorni.
Sia per me che per Marco arrivare a sedersi sulla panchina del Catania è un obiettivo, dopo aver sofferto e gioito tanto con indosso la maglia rossazzurra.
Tutti i numeri che ho indossato a Catania mi hanno regalato emozioni indimentacabili, ad esempio con la nove ho vinto il campionato e ho fatto il record di goal in B.
Alla carriera di Marco do un 8 pieno, purtroppo l’hanno fregato gli infortuni”.

di Marco Zappalà

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