Continua il percorso di avvicinamento di Unica Sport al derby tra Catania e Palermo, che andrà in scena lunedì alle ore 21:00 al “Barbera”, e questa volta è toccato al “Gabbiano” Gionatha Spinesi raccontare ai nostri microfoni le sensazioni e il valore di questo match tanto atteso che mancava da sette anni dai campi di calcio.
L’ex numero 24 è riuscito a lasciare il segno nei cuori dei tifosi etnei e nella mente di tanti portieri: con i suoi 23 goal in 38 presenze ha contribuito da protagonista alla promozione in A del Catania e nella stagione 2006/2007, la prima dal ritorno dei rossazzurri nella massima serie, ha siglato 17 reti, di cui molte di pregevole fattura.

“Il derby è una partita a sé e diverse, è inutile nasconderlo. L’aria che si respira in città durante la settimana è particolare e il tifoso ti fa capire e ti trasmette che tiene in maniera particolare a questa partita. Dopo il ritiro vivi la partita contro il Palermo con emozioni particolari, le stesse di quando scendevi in campo perché sai di rappresentare un’intera città e una tifoseria.

Il derby senza tifo peserà tanto e lunedì il Catania, aldilà del derby, deve riscattare le due sconfitte consecutive. Chi ha giocato a calcio, non vede l’ora di giocare queste partite.

Lo spirito di squadra e l’unione di gruppo sono fondamentali sempre e soprattutto prima di una partita così delicata come il derby. Noi l’anno della promozione e il primo anno in A avevamo un gruppo fantastico e in allenamento ci divertivamo così tanto che anche gli infortunati venivano a stare con noi per poi andare a fare le varie terapie. L’affiatamento e la compattezza ci ha permesso di vincere il campionato in B, di fare bene in A e di superare momenti difficili.

L’emozione più grande che ho provato in un derby è stata quando vincemmo in casa 3-1 perché abbiamo vinto una partita molto sentita dai tifosi e io ho contribuito segnando. Il ricordo più brutto è stato senza dubbio il 2 febbraio 2007. Non scambierei nessuno dei miei goal per un goal in più al Palermo perché ai rosanero ho segnato con le maglie di Catania, Bari e Arezzo. Sicuramente scambierei quattro/cinque goal per un tempo in Champions League (ride, ndr). È il sogno di ogni giocatore ed era anche il mio, così come giocare in Nazionale.
Il mio goal più bello? Sicuramente quello con il Milan sia perché fu importante sia perché la mia seconda figlia era nata da pochi giorni ed ebbe delle complicazioni dopo la nascita. Io partì ugualmente per Bologna perché il primario mi rassicurò e lei si svegliò nel momento in cui io feci il goal. In quell’istante io mi commossi tantissimo.

Perché il Catania non riesce a segnare su azione? È una domanda a cui è difficile rispondere su due piedi. Sicuramente è un problema che il Catania deve affrontare e risolvere al più presto.
Non è difficile trovare attaccanti, piuttosto è difficile trovare attaccanti continui nel tempo a livello di prestazioni e di goal. Un attaccante del genere è un lusso e qualunque squadra vorrebbe e necessiterebbe di un attaccante da doppia cifra.
A Pecorino bisogna dare tempo di crescere. Non è facile giocare nella propria città e sei quasi sempre sotto esame e tutti si aspettano qualcosa in più da te.
Bisogna dare tempo a tutta la squadra e all’allenatore e lasciarli lavorare per trovare al più presto l’amalgama. Vincere è importante, ma lo è altrettanto riuscire a farlo attraverso i goal degli attaccanti e sapendo soffrire.

Il campionato di quest’anno è un campionato a parte perché ci sono compagini importanti come il Bari e la Ternana che hanno molta fame di salire in B sono più attrezzate dei rossazzurri.
Ho sempre detto che il Catania non è il candidato numero uno a vincere il campionato tanto che le sconfitte contro Ternana e Bari hanno dimostrato tutti i limiti della squadra.
Con Mariano c’è un bellissimo rapporto e quando arrivò a Catania mi feci dare una sua maglietta così che, una volta smesso di giocare, l’avrei potuta mostrare ai bambini della scuola calcio dicendo “se è arrivato Izco a giocare in Serie A, tutti potete arrivarci” (ride, ndr).

È presto per esprimere giudizi sulla SIGI a cui auguro solo cose positive per loro, la squadra, la tifoseria e la città. È evidente che hanno fatto un passo importante e tanto di cappello e mi auguro che tutto possa andare per meglio, nonostante io fossi dell’idea di ripartire dalla D.
Per me il Catania ha sbagliato a non trattenere Lucarelli il primo anno e sono convinto che quella stagione il Catania poteva andare in Serie B se la società avesse acquistato a gennaio un difensore bravo con i piedi e un centrocampista di quantità. Lucarelli è molto competente sia per la gestione del gruppo che a livello tattico.

Morimoto era la nostra vittima preferita per gli scherzi. Dopo un Catania-Milan a Bologna all’aeroporto gli feci mangiare cinque gomme “Big Babol” e poi lo imballai dalla testa ai piedi. Lui cambiò diversi colori in faccia, ma il problema fu che io non sapevo più come liberarlo dall’imballaggio (ride, ndr).
Baci con Vargas? Frutto di una scommessa. In quell’anno ci furono tanti baci perché io feci 17 goal e lui 6 (ride, ndr).
De Zerbi è un predestinato e lo pensano anche tanti addetti ai lavori. Sta dimostrando tutto il suo valore e sta mettendo in campo la sua idea di gioco, che non ha mai snaturato in base all’avversario.
Io, Peppe e altri avevamo l’abitudine di fumare una sigaretta prima delle partite, ma a Milano abbiamo rischiato di non accedere più negli spogliatoi (ride, ndr).
Pantanelli, allo stesso modo di Sottil a cui faccio i complimenti per il figlio (Riccardo, ndr), è un amico e tutt’oggi lo chiamo capitano perché lo considero tale.
Come De Zerbi, Sottil è un allenatore preparatissimo, purtroppo in passato è stato un po’ sfortunato”.

Nel corso della diretta è intervenuto anche l’ex mister rossazzurro, Andrea Sottil:

“Oggi Gionatha sarebbe un maestro nell’insegnare i movimenti da attaccante e oggi in Serie A farebbe più di 30 goal sia per sua bravura sia perché si è abbassato il livello dei difensori. Era un giocatore incredibile e difficile da marcare. Ad esempio, oggi non c’è più la cultura della marcatura e si difende a zona.
Auguro al Catania ogni bene e di tornare al più presto nelle categorie che gli competono perché è una grande piazza”.

 

Claudio Pisi

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