Due sconfitte ed un deludente pareggio nelle ultime tre gare hanno fatto accendere le spie di malfunzionamento nel motore del Catania di Raffaele. Rispetto ad inizio di campionato (10 punto in 4 gare) qualcosa è cambiato e, analizzando le formazioni con cui i rossazzurri sono scesi in campo, l’inversione del trend è coincisa con l’inserimento tra i titolari di Luis Maldonado.
Acquistato con clamore per le potenzialità del calciatore e atteso a lungo per via del suo status da extracomunitario che ne ha messo a rischio il tesseramento, Maldonado è sceso in campo per prendere in mano le chiavi del centrocampo etneo e dettare i tempi della manovra rossazzurra.
Tuttavia, però, le caratteristiche del regista ecuadoriano più che dare smalto al gioco rossazzurro hanno portato ad un minore filtro davanti alla difesa (il mastino Welbeck in questo da qualcosa in più), che nelle ultime tre gare ha subito 8 reti, e più lentezza nel fare ripartire l’azione quando il Catania prova le ripartenze in contropiede. Quest’ultimo aspetto è legato al modo di giocare di Maldonado che prova sempre a giocare la palla alzando la testa e cercando il compagno più libero ma, a volte, questo tempo non è sufficiente a consentire alla squadra di ripartire in velocità.
Insomma, al momento, in casa rossazzurra non abbiamo ancora apprezzato in pieno lle qualità di Maldonado (eccetto la splendida punizione conclusa in goal contro la Ternana) e, forse, servirebbe rivederne anche la posizione in campo affiancandogli un centrocampista che possa fare quel lavoro di interdizione che vada a completare l’azione di costruzione di Maldonado. Ovvio che non è più il tempo di fare esperimenti ma serve qualcosa per poter ottenere il massimo da uno dei centrocampisti qualitativamente più validi dell’intero organico rossazzurro.

Massimiliano Giliberto

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