Guai a chiamarla sorpresa, dalle parti di Teramo la Serie C non è uno scenario destinato a diventare abitudine, piuttosto un trampolino di lancio per sognare palcoscenici ben più prestigiosi. La formazione abruzzese, dopo 7 partite di campionato, è la mina vagante del campionato di Serie C.

Guidata da un allenatore giovane e capace come Massimo Paci, subentrato all’ex conoscenza rosanero Bruno Tedino, la squadra biancorossa ha saputo canalizzare tutte le sue virtù in un gioco piacevole e concreto.

Degli abruzzesi stupisce, anzi forse spaventa, l’incredibile concretezza. 5 vittorie, 2 pareggi e nessun KO in campionato, frutto di un’organizzazione difensiva invidiabile che ha fruttato la bellezza di tre reti subite, dato che corrisponde con la migliore difesa di questo torneo e non a caso, premia la mano del tecnico, noto centrale di reparto fino a qualche anno fa anche nella massima serie quando non aveva ancora appeso gli scarpini al chiodo.

Non ci sono stelle ma calciatori di categoria, l’ingrediente che del resto fa la differenza in Lega Pro. Un elemento che si contraddistingue ad ogni modo c’è, è Carlo Ilari, 28 anni e un passato nelle giovanili della Juventus arma che ha portato il 36% dei gol della formazione di Paci, un jolly sulla trequarti capace di accendersi nelle fasi calde del match.

Partito Martignago, per l’attacco è stata dettata la linea verde, Cappa, Bunino, Di Francesco e Birligea, classe 2000 rumeno di ottimo prospetto, compongono un asse offensivo giovane e interessante. Il Teramo lo scorso anno era già adocchiato quale un avversario ostico, quest’anno l’asticella è ancora più alta e per far risultato, Silvestri e compagni, dovranno necessariamente passare allo step successivo.

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