Il Catania torna a Lentini. Dopo il ritorno al Massimino in occasione della gara contro la Vibonese, i rossazzurri disputeranno il match di domenica contro la Turris allo stadio Angelino Nobile. Per verificare le condizioni del terreno di gioco dell’impianto di Piazza Spedini, Unica Sport ha contattato Francesco Di Stefano, titolare della ditta che si è occupata dei lavori al Massimino, la Piagreen srls. Ecco le sue dichiarazioni.

Il nostro primo sopralluogo allo stadio è stato effettuato il 25 settembre, mentre il 3 sono partiti i lavori. I problemi del campo sono dovuti al drenaggio: quando è stato costruito questo campo è stata utilizzata 40 centimetri di terra vegetale e non sabbia drenante. Abbiamo un substrato che non drena completamente, le ditte precedenti hanno aggiunto dell’altra sabbia che non è idonea. La soluzione più corretta sarebbe smantellare il terreno di gioco e creare un fondo nuovo. Parlando con Le Mura e con gli altri soci Sigi, abbiamo appurato, però, come i tempi per fare questo tipo di lavoro sarebbero stati molto lunghi e quindi si è deciso di fare un intervento tampone, stabilendo di programmare l’intervento definitivo a fine stagione. È un tipo lavoro che non si può fare in un mese e mezzo, occorrono quattro, cinque mesi”.

Il sistema di drenaggio non è stato fatto, ma noi abbiamo utilizzato un altro tipo di sistema per tamponare, e cioè usare dei prodotti surfattanti, e cioè naturali: siamo già al secondo trattamento sul campo. Dopo la Serie A questo terreno di gioco è stato completamente abbandonato, quando siamo arrivati abbiamo immediatamente effettuato una bucatura, dopodiche è stata fatta la trasemina. Il problema non può essere risolto al momento, la soluzione scelta è stata quella di tamponare per poi occuparsi del problema in via definitiva a fine stagione”.

Teloni? Non c’è stato il tempo di coprire il campo, siamo stati a lavorare fino alla mattina della partita. Questo campo non ha schiena d’asino, e cioè, quando piove, non butta l’acqua né a destra né a sinistra, perché è piatto: l’acqua resta al centro. Le zone più colpite sono state il centrocampo e la fascia di fronte alla Tribuna A. La pioggia non ha comunque gettato al vento il lavoro fatto, la manutenzione va eseguita dopo ogni partita e consiste di volta in volta nell’aggiungere il 20% del seme nuovo. Per rifare il sistema di drenaggio occorrono quattro-cinque mesi di tempo, il substrato attuale deve essere eliminato, ne occorre uno nuovo con sabbia silicea e non terra vegetale”.

Quando il ritorno al Massimino? Stiamo andando a mettere dei surfattanti per aiutare il terreno a drenare, si sta temporeggiando in attesa dei lavori di fine stagione. Per la prossima partita, in programma il 2 dicembre, saremo al Massimino, tempo permettendo. Dipenderà anche dalle condizioni meteo, finché non avremo il nuovo drenaggio dovremo convivere con questo problema. In futuro misto sintetico naturale? Si può fare tutto, è sicuramente attuabile. Io però sono del parere che l’erba naturale sia sempre la soluzione migliore, il sintetico sarebbe sbagliato”.

di Marco Zappalà

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