Nel corso della diretta di Unica Sport è intervenuto Bruno Vicente. Il giocatore rossazzurro ieri è stato al centro del botta e risposta tra il suo procuratore e il direttore del Catania, Maurizio Pellegrino, relativamente alla sua esclusione dalla lista.
Il brasiliano ha voluto fare chiarezza sull’accaduto e ci ha parlato del momento attuale del Catania.

QUERELLE-“Premetto che mi è dispiaciuto quanto è accaduto ieri tra il mio procuratore e il direttore Pellegrino, tuttavia preferisco non dare una mia opinione sul fatto.
Vorrei solo precisare che tra me, la società e Pellegrino non esiste alcun problema.
Il Catania non mi ha mai fatto mancare nulla fino adesso. Io voglio solo restare in maglia rossazzurra e tornare a giocare”.

ESCLUSIONE-“Il direttore mi aveva accennato un po’ di tempo fa della questione lista e della possibilità di sostituirmi visto che dovevo stare fuori per un po’ di tempo.
E’ vero che avevamo stabilito con il direttore di aspettare gli esiti degli esami fatti a Villa Stuart prima di una decisione in ottica lista, ma già sapevamo che il mio problema fisico non fosse risolvibile in un paio di settimane.
Gli esami hanno riscontrato che devo stare fermo un mesetto circa quindi non è un grosso problema.
Il motivo della mia esclusione dalla lista a favore di Noce? A me è stato detto che la scelta è stata dettata dal mio infortunio, non da un motivo tattico”.
GRUPPO E ALLENATORE- È difficile fare un paragone tra il gruppo di quest’anno e quello dell’anno scorso perché entrambi sono due bei gruppi. Sia Raffaele sia Lucarelli sono bravi ed ognuno ha il suo modo di lavorare”.

CATANIA IN 1 ANNO-“Catania è una delle piazze più importanti d’Italia e volevo fortemente vivere questa esperienza in rossazzurro. Quando ho ricevuto la chiamata nel mercato invernale ero consapevole delle difficoltà economiche della società, ma non ho pensato né alla parte economica né al fatto che a giugno il Catania potesse fallire.
Anche se ho vissuto poco il calcio qui, ho sentito tanto la vicinanza dei tifosi, la cui vicinanza allo stadio manca tanto, e sono stato contento per il gruppo che avevamo creato in quei mesi”.

MERCATO E CONCORRENZA-“La mia voglia è quella continuare qui e prolungare il mio contratto con il Catania. Nel mercato estivo ho rifiutato alcune proposte importanti per restare qui, in questa grande società.
Sono consapevole della concorrenza. Siamo un centrocampo forte con sei/sette titolari e la concorrenza è positiva perché ti dà più grinta. Io mi reputo sia un giocatore dai “piedi buoni” che di rottura perché credo che, soprattutto in C, sia necessario essere entrambi”.

OBIETTIVI-“Adesso voglio riprendermi dall’infortunio al ginocchio, che mi terrà fuori tre/quattro settimane, e poi convincere tutti che mi devono rimettere in lista e rinnovare il contratto. Si tratta di un’infiammazione e per risolverla devo fare delle infiltrazioni.
Spero di essere veramente il primo acquisto di gennaio dei rossazzurri”.

MOMENTO ATTUALE-“Catania in calo? Si parla tanto di questa cosa, ma tutti sappiamo che abbiamo affrontato tre squadre importanti e forti e forse si dovrebbe avere un po’ più di calma con i giudizi.
Non è un’attenuante, ma ricordiamoci che in estate il Catania ha cambiato proprietà e allenatore, ha comprato tanti giocatori nuovi e ha iniziato un nuovo progetto.
Io ho vinto due campionati di C e per vincere sono necessari programmazione, proprio quello che la società sta facendo adesso, rinforzare con nuovi tasselli una base tattica solida e un gruppo compatto. In questi giorni ho visto la squadra lavorare duramente e sulla partita quindi credo e spero che domani contro la Turris, squadra costruita per la categoria, andrà per il verso giusto.
Emanuele (Pecorino, ndr) diventerà un grande attaccante e Biondi ha tante qualità. Oltre ad essere dei giocatori forti, sono due professionisti che lavorano tanto e che ascoltano i più grandi. Un altro ragazzo che mi ha colpito tanto è Alessandro Arena”.

BRASILE A CATANIA-“Io, Claiton e Reginaldo siamo stati portati in Italia dallo stesso procuratore, l’ex Catania Pedrinho. Io e Reginaldo ci siamo conosciuti a Treviso.
Noi scherziamo e siamo più che giocherelloni degli altri e credo che faccia bene allo spogliatoio. Dunga e Felipe Melo sono i miei modelli”.

di Claudio Pisi

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