Unica Sport ha voluto dedicare la diretta delle 19:30 ad un approfondimento sul caso Raciti, avendo in studio Ismaele La Vardera, collega de “Le Iene” e autore di sette servizi sulla morte dell’ispettore Raciti, e il legale della famiglia Raciti, l’avv. Enrico Trantino.
Di seguito le dichiarazioni più rilevanti:

PROCESSO
Avv. Trantino: “Io considero il processo una cosa seria e allo stesso modo il processo Speziale è durato numerose ore e udienze e che ha previsto dispute testimoniali ed esami di atti che non possono essere condensati nei tempi della televisione per questo considero inadeguato il riproporre dei processi in televisione. Ciò per evitare di fare audience e non informazione.
Non dimentichiamo che per gli stessi capi d’imputazione di Speziale è stato condannato un altro soggetto ai tempi già maggiorenne, ma la sua storia è andata sottotraccia e non è stato creato tutto questo clamore per lui. Io ho sempre detto che questo processo presentava numerose lacune probatorie nella fasi delle indagini preliminari al punto che non ritenevo si potesse giungere a un’affermazione di responsabilità degli imputati. Poi ampiamente superate successivamente.
Mi chiedo perché tutti i testimoni che avete trovato hanno voluto parlare con voi in televisione e non con i giudici”.

Ismaele La Vardera: “Noi abbiamo fatto un lavoro sentendo non solo il consulente di parte e basandoci sul fatto che nel processo non è stato spiegato tutto per bene e che alcune cose non tornano”.

SENTENZA
Avv. Trantino: “Attraverso il processo si è arrivati a un’affermazione di responsabilità che è assolutamente granitica sulla colpevolezza degli imputati e che scioglie ogni ragionevole dubbio.”

Ismaele La Vardera: “Le sentenze vanno rispettate, ma questo non vuol dire che non ci si può fare delle domande e che non si può capire sempre nel totale di rispetto dell’ispettore Raciti e cercando sempre di non prendere una posizione”.

CONSEGUENZE
Avv. Trantino: “Tutto ciò sta creando un cortocircuito che temo porterà a considerare da questo momento Speziale una vittima ed un eroe. Se conosceste meglio le carte processuali, non saremmo arrivati a una situazione del genere e non si porrebbero tanti dubbi. L’avv. Lipera ha tutto il diritto di proporre l’ennesima istanza di revisione del processo, dopo quelle che gli sono state rigettate”.

Ismaele La Vardera: “Le testimonianze delle persone che abbiamo sentito non hanno parlato prima per paura, non le condanno. Tutto quello che abbiamo trovato e raccolto è stato messo a disposizione della Procura di Catania che ci ha sentito e ha voluto conoscere i dati delle fonti. La Procura farà le sue indagini e spetterà ad essa dire se quanto da noi raccolto ha fondamento o meno. Voglio precisare che noi tutti consideriamo sempre che l’unica vittima è stato l’ispettore Raciti e quella sera è stato fatto un grande lavoro da parte della Polizia”.

SERVIZI
Avv. Trantino: “Stimo Ismaele, ma contesto il fatto che è stata mandato in onda solo un minuto di aspetti processuali meno significativi a fronte di una conversazione di circa 20 minuti in cui confutavo la loro ricostruzione”.

Ismaele La Vardera: “Premetto che quando sono accaduti i fatti avevo solo 14 anni quindi la memoria storica non potevo averla. Tuttavia, nel momento in cui ho iniziato ad intraprendere il mestiere di giornalista, ho conosciuto la storia ed iniziai ad informarmi comprendendo che c’era una frangia di persone che credevano e credono nell’innocenza di Antonio Speziale. La ritenni una storia da raccontare e da riprendere.  Noi ci siamo voluti fare delle domande rispetto a una vicenda che, nonostante abbia delle sentenze passate in giudicato, aveva e ha dei dubbi che noi abbiamo sollevato ossia che probabilmente Speziale è stato messo in carcere ingiustamente”.

PERIZIE
Avv. Trantino: “Non si parla mai della perizia che ha smontato la perizia dei RIS di Parma basata su iniziali emergenti istruttorie sulla frattura delle costole.
Neanche la retromarcia del Discovery della Polizia può portare alla rottura delle costole”.

Ismaele La Vardera: “La stessa autopsia della stessa Procura ha messo in evidenza che la rottura delle quattro costole non fosse da addebitarsi alle manovre rianimatorie e che fosse impossibile, visti i dolori lancinanti che essa provoca, che un soggetto potesse affrontare un’attività di scontro e contenimento per un’ora e mezza. Tutto ciò è stato sostenuto anche da Fineschi che, nonostante fosse il perito di parte, è uno tra i migliori medici legali d’Italia”.

FOTOGRAMMA MANCANTE
Avv. Trantino: “Manca quel fotogramma in cui l’ispettore Raciti viene colpito dal sottolavello perché le telecamere non potevano riprendere quel che avveniva in un cono d’ombra. Noi sappiamo che l’ispettore ha avuto un unico scontro e in quel frangente temporale”.

Claudio Pisi

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