Due goal in altrettante partite e delle prestazioni pregevoli. Questo il biglietto da visita di Antonio Piccolo, l’ospite di questa sera del “Face to Face” di Unica Sport, realizzato in collaborazione con la concessionaria Comer Sud S.p.A.-Volkswagen.
Il numero 14 ha parlato del suo percorso finora con la maglia rossazzurra indosso e del suo rapporto con i compagni.

CATANIA “Fin da subito si percepisce cosa voglia dire il Catania per i tifosi e il loro amore per la squadra. I miei amici Pesce e Di Cecco mi avevano parlato del calore della piazza e subito ho avuto conferma dell’affetto”.

TIFOSI“L’assenza del tifoso allo stadio si sente tanto, soprattutto in piazze calorose come quelle di Catania. Spero di vivere il prima possibile i tifosi allo stadio, anche per loro ho voluto fortemente giocare in rossazzurro. A loro, oltre che a mia moglie e mio figlio ho dedicato il goal contro la Casertana”.

ROSSAZZURRI“Ho un grande rapporto con Claiton con il quale ho giocato anche a Cremona. Con tutti ho un bel rapporto, soprattutto con chi vive a Torre del Grifo come Reginaldo, Confente e Maldonado. Io e Russotto ci conosciamo da quando abbiamo 15 anni facendo lo stesso percorso tecnico. Sono molto contento per averlo ritrovato. Ci trovavamo bene in passato e ci troviamo bene oggi. Rigorista? Sono scelte che vanno prese con il mister e con i miei compagni. Ho sempre battuto i penalty in passato, sbagliandone solo uno.
I tre rossazzurri del passato che mi sono rimasti dentro sono Gomez, Barrientos, Izco. Di Mascara prenderei il tiro”.

SOLO OBIETTIVI, NIENTE RIMPIANTI“Io sono qui per un progetto e per una sfida. L’obiettivo mio e dei miei compagni è di riportare il Catania in B. Mi manca vincere con il Catania e per un giocatore è brutto non poter dare il proprio contributo alla squadra, ma ho affrontato l’infortunio rimanendo sempre positivo.
Ho cercato di dare sempre il meglio di me in passato per cui non ho rimpianti. Mi sono mancate delle caratteristiche tecniche e mentali per fare il salto di qualità”.

TACOPINA“Stiamo seguendo la vicenda Tacopina-Catania con interesse, ma finora io e i miei compagni siamo stati bravi a scindere la parte societaria dal campo dove dobbiamo sempre cercare di ottenere il massimo e vincere.
È vero, con Tacopina ci siamo incontrati a colazione a Torre del Grifo e abbiamo ricordato quell’episodio: la Cremonese si giocava la salvezza, il Venezia una migliore posizione in classifica e io ho fatto una tripletta (ride, ndr). Ringrazio il businessman americano per le belle parole.
A prescindere dalla proprietà il giocatore deve trarre beneficio dalla passione e dalla pressione della piazza. Una proprietà con obiettivi importanti aumenta la pressione, ma il giocatore deve sfruttarla al meglio, cosa non sempre scontata”.

NAPOLI“Penso che non vestirò mai la maglia del Napoli sfortunatamente, visti anche i miei quasi trentenni anni. Le gesta di Maradona in campo e quello che ha fatto per Napoli è stato motivo di rivalsa sociale del territorio. Ecco perché rimane così importante per tutti noi napoletani.
Giocare contro il Napoli al San Paolo con la maglia dello Spezia è stata un’emozione particolare perché era la prima volta che affrontavo la squadra della mia città. Ironia della sorte in quella gara segnai, ma non esultati come forma di rispetto”.

PUNTI DI RIFERIMENTO“Il mio idolo è Ronaldo il Fenomeno, anche se ho caratteristiche simili a quelle di Robben per la giocata di rientrare dalla destra e tirare a giro con il sinistro. Ci sono stati tanti allenatori che mi hanno aiutato a crescere, però direi D’Aversa che è stato mio compagno di squadra ed allenatore dandomi tanti consigli”.

CREMONA“Avevo una situazione contrattuale particolare. A Cremona è successo quello che non mi aspettavo ossia di finire svincolato. Quando chiama Catania, non si può non rispondere per l’importanza della pizza e per il calore dei tifosi. Negli anni a Cremona ho giocato da trequartista, poi ho sempre giocato da esterno destro nel 4-3-3, posizione che preferisco”.

di Claudio Pisi

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