Amore e odio. Alti e bassi. Stiamo parlando del rapporto tra il Calcio Catania e Andrea Mazzarani. Il centrocampista romano ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Unica Sport nella quale oltre a definirsi ironicamente “l’artefice di qualche dispiacere” per i tifosi, ha anche voluto ringraziare la piazza per l’affetto ricevuto nelle stagioni in cui ha vestito la maglia rossazzurra.

RITORNO
Una data, tanti ricordi. 10 Giugno 2018, Catania-Siena, semifinale play off.
In quella partita il numero 32 etneo interruppe il sogno della tifoseria etnea.
Quel rigore sbagliato mi fece sentire colpevole, ha dichiarato Mazzarani, ma il mio ritorno è stato motivo di orgoglio. I tifosi mi hanno riabbracciato e per me tornare è stata soprattutto una sfida con me stesso, non volevo che la mia avventura con il Catania finisse in quel modo”.

ULTIMA STAGIONE
Penso che l’anno scorso abbia fatto un bel campionato e i numeri lo confermano. Nel girone d’andata ho realizzato 7 gol. Era un buon rullino di marcia, poi il Covid ha interrotto tutto. La stagione è terminata, secondo me, con un grandissimo atto d’amore che noi calciatori abbiamo fatto verso il nostro lavoro e verso il Catania. Abbiamo deciso di scendere in campo, allenarci e fare i play off nonostante le note vicissitudini societarie… non prendevamo lo stipendio però in campo ci siamo andati mettendo il cuore. Poi è finita con l’eliminazione dai Play Off senza perdere una partita”.

SEPARAZIONE
All’inizio pensavo di rimanere al 100%, anche perché avevo parlato con il mister e sembrava che non ci fosse nulla di particolare per poter andar via. Dopo un paio di settimane mi ha chiamato il direttore (Maurizio Pellegrino ndr) dicendomi che non rientravo più nel progetto Catania e che fossero valutazioni fatte precedentemente all’arrivo dell’allenatore: soprattutto questione di budget, perché non si sapeva ancora se Tacopina sarebbe arrivato. Ne ho preso atto a malincuore, mi è capitata l’opportunità di andare a Livorno e l’ho colta”.

PROBLEMI
“Quando sono arrivato a Livorno è successo quello che è successo e non si capiva se si potesse essere tesserati. Sono tornato a Catania perché comunque la società rossazzurra mi ha sempre pagato e da contratto dovevo tornare qui ad allenarmi. Una volta qui sono ricominciati un pò di problemi. Il Direttore Pellegrino ha pensato che fossi tornato per rimanere. Purtroppo non mi è stata data la possibilità di allenarmi a Torre Del Grifo. Io non ho mai creato problemi a nessuno, quando Pellegrino mi ha detto di andar via sono andato via. Ho chiesto semplicemente di allenarmi neanche con il gruppo per non dar fastidio alla squadra o intaccare quel momento che stanno avendo, perché è un bel gruppo. Ho chiesto solo di allenarmi per poter andar via nel migliore dei modi”.

PELLEGRINO
Mi dispiace solo di non aver avuto l’opportunità di farmi una chiacchierata con Pellegrino per fargli capire la mia posizione, ovvero la mia volontà di andar via. Ho preso atto della situazione del Catania e della sua presa di posizione nei miei confronti. Ho fatto la scelta di andare via a settembre e adesso. Non so perché lui non abbia accettato la mia richiesta di parlare, anche perché ci eravamo lasciati bene. Quando mi ha chiesto di andar via, sono andato via”.

CI SIAMO
Sono carico per l’inizio della mia nuova avventura a Livorno. Sono molto più carico di prima perché non avendo giocato per molto tempo la voglia è ancora più”.

TIFOSI
Catania resterà per sempre nel mio cuore. Ho vissuto talmente tante emozioni forti che posso solo avere un bellissimo ricordo di questa città. Ringraziare i tifosi per tutto, anche per le critiche che a volte sono giustamente arrivate. Mi avete fatto sentire uno di voi, ho sentito il cuore pulsante di questa città. Auguro al Catania e a tutti i suoi sostenitori di poter tornare il prima possibile nei palcoscenici che meritano”.

 

Di Marzia Bosco

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