Un Catania a due facce. I rossazzurri escono con l’amaro in bocca dalla sfida del Menti contro la Juve Stabia. Gli etnei sprecano un tempo, con un gioco lento e macchinoso. Solo nella seconda frazione i rossazzurri riescono a dare il massimo, trovando un meritato pareggio. 

LUCE DALLA PANCHINA

Elemento determinate del match sono stati i cambi di mister Raffaele. La squadra approccia male la partita: modulo sbagliato con interpreti non adeguati, come ad esempio Mariano Izco posizionato esterno sinistro nel 3-5-2. Nel secondo tempo il Catania cambia pelle ritornando al 3-4-3  con gli ingressi di Golfo e Zanchi  che ridanno ai rossazzurri vitalità e brillantezza oltre che fantasia e idee.

MALDONADO RITROVATO

Nel centrocampo etneo si rivede anche Luis Maldonado. Il regista ecuadoriano, che col passaggio al 3-4-3 aveva perso il posto,  da vita ad una prova di spessore. Al di là del gol, il secondo per lui dopo quello realizzato sempre su punizione contro la Ternana nel girone d’andata, il numero 15 rossazzurro  dimostra di poter essere un elemento valido della mediana etnea. Tutte le giocate passano dai suoi piedi e la sensazione, oltre alla speranza, è quella di essere di fronte ad un calciatore cresciuto anche caratterialmente.

DUE PUNTI PERSI?

Il bilancio della sfida per il Catania è positivo ma a metà. Un pareggio al Romeo Menti è certamente un risultato importante con cui la squadra di mister Raffaele guadagna il terzo risultato utile consecutivo. Un pari arrivato nonostante i rossazzurri non fossero al massimo della condizione.  Precario lo stato fisico di   Di Piazza e Golf a cui sommare le assenze di Piccolo, Russotto, Volpe e Pinto con quest’ultimo che potrebbe tornare arruolabile per del 10 febbraio a Pagani. Guardando gli altri match della giornata, però, resta un pizzico d’amarezza. Bari, Avellino e Catanzaro si erano fermate e con una vittoria i rossazzurri si sarebbero trovati  a soli due punti dal terzo posto.

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