Nulla di nuovo all’orizzonte. La notizia della richiesta di  sequestro conservativo di beni nei confronti di Pietro Lo Monaco e dell’avvocato Ida Reitano, rispettivamente ex amministratore delegato e consigliere d’amministrazione del Calcio Catania, ha inevitabilmente destato l’attenzione della città. Non poteva essere diversamente. Era quasi scontato che ciò che è stato pubblicato da Repubblica, a firma del collega Alessandro Vagliasindi, suscitasse una reazione sia per l’entità delle cifre, quattro milioni e mezzo per Lo Monaco e un milione e mezzo per la Reitano, sia per l’identità di uno dei due protagonisti della vicenda che, da oltre un anno, non ha più, diremo giustamente, estimatori. Richieste importanti che quantificano i presunti danni arrecati al club rossazzurro per il quadriennio 2016-2019 e che fanno seguito alle dichiarazioni rilasciate dall’avvocato Augello negli scorsi mesi. L’attuale proprietà del Catania è dunque passata dalle parole ai fatti. Certo, in un mondo nel quale in pochi mettono in atto ciò che dicono, l’azione legale del club di via Magenta non poteva che raccogliere consensi. 

RIFLESSIONE

Un consenso popolare al quale non posso che accodarmi, ma con riserva legata alle modalità. Siamo uno Stato di diritto e proprio per questo occorre sempre seguire quelle regole che servono a garantirlo anche quando a beneficiarne è un soggetto che non riscuote le nostre simpatie. Occorre farlo perché l’eccezione spesso si tramuta in consuetudine che alla fine porta al caos, modificando un diritto in un’arma a disposizione di chiunque, che potrebbe poi colpire tutti. La Legge è uguale per tutti, si legge in ogni tribunale italiano. Il nostro compito e dovere è quello che sia sempre così. Per questo ritengo che sarebbe stato più corretto che i due protagonisti apprendessero, come prevede la Legge, dell’azione legale nei loro confronti dalle Autorità competenti e non dalla stampa. 

Un pensiero questo che suppongo troverà pochi sostenitori. Ma a volte uscire dal coro, tentare di guardare da un’altra prospettiva ciò che sta accadendo aiuta a vedere le sfumature. Ed allora mi chiedo il perché si sia avuta tanta fretta nel comunicare questa notizia e che tipo di rilevanza possa avere al fine della cessione del Calcio Catania. 

SCENARIO

Sappiamo tutti, perché l’hanno ribadito più volte i protagonisti, che la condizione sospensiva fondamentale nella trattativa tra SIGI e mister Tacopina è l’accordo che la SIGI dovrà raggiungere con le Autorità tributarie. Ciò che realmente deve interessare è dunque a che punto siano giunte le suddette trattative con Comune di Mascalucia e Agenzie delle Entrate. Più che comunicare la decisione di intraprendere un’azione legale nei confronti di Pietro Lo Monaco, sul cui operato anche il sottoscritto ha più di un dubbio, sarebbe più opportuno e necessario spiegare il perché si sia deciso di gettare la spugna col Comune di Mascalucia. Si è sbagliato qualcosa? Si è provato ad applicare una norma non adeguata? Si è chiesta una revisione del debito su qualcosa che non esiste? 

Chiarezza servirebbe anche riguardo all’Agenzie delle Entrate. Sia ben chiaro, tutti abbiamo piena fiducia nell’operato dei professionisti della SIGI. Credo, però, che un pò tutti siano stanchi di sentirsi dire sempre le stesse cose: “Si sta lavorando in maniera importante. Ogni giorno mettiamo un tassello che ci sta facendo procedere in maniera spedita ed essere molto fiduciosi”. Parole rassicuranti, ma orfane di quelle certezze che tutti i tifosi del Catania vorrebbero avere. Nessuno mette in dubbio che il closing si farà al 100%. Nessuno pensa che Tacopina non diventerà il nuovo proprietario del Calcio Catania. In pochissimi credono ancora che non sia stata fissata una data per il cambio di proprietà, sconoscendo che in ogni contratto preliminare di vendita deve essere stabilita, per legge, una data per le firme. Ma è evidente che tutti vorremmo sapere lo stato dell’arte dei lavori con l’Agenzia delle Entrate. É stato presentato il piano di risanamento ai creditori e questi ultimi l’hanno attenzionato e approvato? Come si sta presentando questo piano di ristrutturazione? L’oggetto del piano è la percentuale con la quale viene restituito il credito? Perché ad oggi non è stata ancora presentata tutta la documentazione necessaria? Queste sono alcune delle domande in cerca di risposte e di un autore capace e disponibile a darle. Vista la delicatezza del momento e degli argomenti, sarebbe opportuno una cura maggiore nell’evitare la fuga delle notizie.

Tutto il resto, almeno in questo momento e per il sottoscritto, assume una rilevanza minore fors’anche con le sembianze di uno specchietto per le allodole quando invece, ai tifosi del Catania, ora più che mai, servirebbe solo una bussola per potersi orientare correttamente.

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