di ALESSANDRO CONIGLIONE 

Due settimane da vivere col fiato sospeso. Il conto alla rovescia che porterà al closing e dunque alla cessione del Catania da SIGI a mister Tacopina sta velocemente arrivando alla sua conclusione.  La seconda metà di febbraio sarà, dunque, quella che decreterà il futuro della società di via Magenta. 

SPERANZA

Dopo aver toccato il fondo, con il concreto rischio fallimento, per il Catania e i suoi tifosi potrebbe a breve iniziare una nuova era. In attesa che questo passaggio di testimone societario si concretizzi, però, non bisogna assolutamente mettere in secondo piano il campionato. Un torneo che sorprendentemente, ma forse non troppo, sta vedendo tra le protagoniste la squadra di Raffaele. Lo scorso settembre in pochi avrebbero scommesso su un campionato di alta classifica degli etnei, anche per le dichiarazioni degli stessi protagonisti. Dopo 20 partite, però, la situazione è più che positiva: 10 vittorie, 6 pareggi, l’ultimo conquistato sul difficile campo della Juve Stabia, e 4 sconfitte che hanno permesso ai rossazzurri di conquistare 34 punti che potrebbero diventare 36 nel caso in cui il Tribunale Federale Nazionale decidesse di annullare la penalità di 2 punti nei confronti degli etnei. Un bottino importante che  si dovrà ulteriormente arricchire per tentare di conquistare quel terzo posto, occupato con 41 punti dall’Avellino, che è  realmente vicino visto anche che il Catania dovrà, il prossimo 24 febbraio, recuperare il match contro la Paganese. 

OTTIMISMO

Sognare non costa nulla. Non è mai costato nulla. Proprio per questo, scaramanzia a parte, i sostenitori rossazzurri sperano che questa seconda parte di febbraio possa regalargli più di una soddisfazione che renda tangibili i loro sogni. I 7 anni di purgatorio in Lega Pro hanno lasciato ferite importanti nei conti della società etnea e nei cuori dei sostenitori rossazzurri. La voglia di vederle cicatrizzare velocemente è comprensibile, come quell’impazienza manifestata in alcuni momenti quando era più razionale manifestare pazienza e indulgenza. Il sentimento, si sà, non è mai facile da controllare, figuriamoci quando coinvolge la squadra del cuore e riguarda i catanesi che per il loro Catania hanno un’amore immenso e infinto che ha superato ogni ostacolo e categoria.  Così, nonostante la realtà dica ancora Serie C, la Città e i suoi tifosi sono pronti a ritornare nel calcio che conta e a sognare. E come detto, sognare non è vietato ed oggi non lo è a maggior ragione. 

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