Senza cuore, né emozioni. Finisce a reti bianche il match del Torre di Pagani. Dopo il pari interno con il Bari di domenica, ci si aspettava dai rossazzurri una prova di carattere e di forza per conquistare tre punti fondamentali per la scalata al terzo posto in classifica.

 

NOIA 
L’allenatore Etneo rimane fedele al suo modulo (3-4-3) schierando un tridente di tutto rispetto: Russotto, Sarao e Golfo.
Scelte che però non hanno premiato Raffaele, dato che la squadra rossazzurra non è mai riuscita ad essere realmente pericolosa in tutti i 90 minuti. Nemmeno la carta del cambio tattico è servita a modificare l’inerzia della partita. La musica infatti è rimasta la stessa, con la squadra Etnea incapace di prendere il controllo del match e conquistare i tre punti.

 

NOTE NEGATIVE
Un pari deludente per il gioco espresso, per la classifica e anche dal punto di vista disciplinare. L’espulsione nel finale di Tonucci, ingiustificabile il suo gesto, e l’ammonizione del diffidato Sales, costringeranno Raffaele a dover fare a meno di altri due giocatori per la sfida di domenica contro la Vibonese.

 

INTERROGATIVI
La sfida di Pagani lascia comunque degli interrogativi. Se da una parte la brutta prestazione del Catania può trovare un’attenuante nei tanti impegni ravvicinati e nei molti infortuni, dall’altro ci deve portare a chiederci se la rosa messa a disposizione di mister Raffaele, sia di quella qualità tanto pubblicizzata dal club di Via Magenta. Nel calcio si sa, a pagare per tutti quando le cose vanno male, è sempre l’allenatore. A volte però, bisognerebbe provare ad allargare l’orizzonte e comprendere che determinate scelte e i frutti (risultati), non dipendono dall’uomo che siede in panchina. Adesso quello che conta è che il Catania già domenica a Vibo Valentia torni a conquistare la vittoria, per cercare quella scalata al terzo posto che dopo Pagani sembra un po’ più lontana.

PUBBLICITÀ



PUBBLICITÀ



PUBBLICITÀ

Articoli simili