FEDERICO LO GIUDICE

Non pervenuto. Il Catania sembra essersi smarrito nuovamente. Il ko interno contro il Teramo ha detto questo e l’ha detto in maniera chiara, inesorabile. Dopo il successo esterno contro il Bisceglie, i rossazzurri non vincevamo lottano dal Massimino dallo scorso 20 dicembre quando si imposero per 1-0 a Potenza con la rete di Sarao nei minuti finali, la sensazione era, nonostante la fragilità dell’avversario, che gli etnei avessero nuovamente imboccato la strada giusta: quella per blindare il 5° posto e tentare l’assalto al quarto.

CROLLO

Invece, la 7ª sconfitta stagionale, la seconda nelle ultime tre gare, ha riportato tutti, dirigenza in primis, coi piedi per terra. Il Catania contro  il Teramo, infatti, ha mostrato tutte le sue fragilità che erano state “nascoste” da una prima parte di stagione più che sufficiente. Quella contro gli abruzzesi, bravi a controllare la gara per tutti i 90’, è stata la 7ª volta, negli ultimi 10 match, in cui i rossazzurri sono passati in svantaggio, la 14ª dall’inizio di questo torneo. Ben 14 volte sotto nel punteggio nelle quali solo una volta la squadra di Raffaele è stata capace di recuperare e portare a casa l’intera posta in palio, contro il Monopoli, mentre 6 volte si è conquistato un pareggio e, come detto, 7 volte è uscita a mani vuote.

SCONFORTANTE

A rendere ancora più chiaro il momento di crisi del Catania, non solo la papera di Confente che ha consegnato il primo successo del Teramo in terra etnea, ma anche i 13 punti conquistati nelle 10 partite del girone di ritorno. Un rendimento troppo deludente che,  sino a mercoledì quando i rossazzurri giocheranno a Torre del Greco contro la Turris, rimetterà in discussione la panchina di Raffaele e le ambizioni di un Catania che rischia di gettare al vento quanto di buono fatto sino a qualche settimane fa.Urge una scossa immediata per non far affondare la nave. Ma chi dovrà darla? Se lo chiedono soprattutto i tifosi.

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