Applausi per Cristiano Lucarelli. L’ex allenatore del Calcio Catania è stato ospite durante la consueta diretta di Unica Sport. Appena promosso con la sua Ternana in Serie B, parla della sua squadra e dell’affetto per la città di Catania.

 

CARRIERA DA CALCIATORE
“Durante la mia carriera ho avuto numeri importanti, 240 gol tra Serie A e Serie B sono tanti. Anche se questi numeri, non mi hanno ugualmente permesso di arrivare in un Top Club. Certo…Napoli, Valencia, Shakhtar Donetsk…sono club importanti, ma avrei voluto fare di più. Magari cercherò di rimediare adesso, in veste di allenatore”.

 

RAPPORTO CON LE TIFOSERIE
“Negli ultimi 5 anni da allenatore, a parte a Livorno, paradossalmente, ho avuto un grande rapporto con le tifoserie, sia a Messina che a Catania. A Terni quest’anno mi hanno addirittura dedicato uno striscione, bello soprattutto nel contenuto. Negli ultimi anni, insieme al mio staff siamo riusciti a fare un bel lavoro dovunque andassimo, dando tutto ciò che potessimo dare e dedicando tutta la giornata ad un unico obiettivo. Sono stato in piazze importanti, dove si mangia pane e calcio. Le stesse piazze in cui è difficile entrare nel cuore dei tifosi. Ed essere riuscito a lasciare una macchia indelebile in una piazza come Catania non è da tutti, io ce l’ho fatta e questa è una grande soddisfazione”.

 

CATANIA
“Nelle mie due stagioni sulla panchina del Catania abbiamo giocato diverse belle partite. Mi ricordo un Catanzaro-Catania 0-4, dove la squadra riuscì per la prima volta a tenere alta intensità tutti i 95′ minuti. Quell’anno avevamo una squadra dotata e in quella partita venne fuori tutta la forza del gruppo, che seppe soffrire e gestire la partita con grande saggezza”.

 

L’ULTIMA STAGIONE A CATANIA
“Io non penso di essere cambiato. Dal punto di vista tecnico non penso neanche di essere migliorato. Tre volte ho avuto una squadra destinata a vincere, due volte ho vinto e una volta sono arrivato secondo. Probabilmente il giorno della famosa battuta sul bingo, la mia goliardia toscana non venne capita, ma stavo cercando di difendere una squadra che stava facendo grandi cose. Quella squadra lì ha fatto uno sforzo incredibile per seguire la scia del Lecce. Al ritorno ci hanno costretto ai rigori, che per noi non sono stati fortunati. Quell’anno siamo arrivati davanti a squadre come il Trapani, il Cosenza che da quinto ha vinto i play off…c’erano tante squadre forti. Abbiamo dato tutti di più di quello che potevamo dare. Ce la siamo giocati fino alla fine contro il Lecce. Vorrei ricordare che il Catania di quell’anno ha fatto il record di vittorie in trasferta, ha avuto la miglior difesa del campionato e ha portato 19 giocatori diversi in rete. Se si parla di quell’annata, come annata fallimentare, non sono d’accordo”.

 

CAMBIO DI SOCIETA’
“Prima che cambiasse la società dissi delle parole precise, se sento la fiducia da parte della società rimango, sennò mi faccio da parte per il bene del Catania. Sono un uomo di calcio e so che quando c’è un cambio societario, ci può essere il cambio dell’allenatore e dei dirigenti. Da quando c’è stato il cambio di società a quando sono stato contattato, sono passati quattordici giorni. Giornate lunghissime, in cui sono rimasto ugualmente a capo di un gruppo di ragazzi abbandonati a se stessi e accompagnati solo da me e dai tifosi. Successivamente sono stato contattato da alcuni componenti SIGI, che mi chiesero di convincere i giocatori a disputare i play off in onore della città. Io così ho fatto, non ho mollato soprattutto per i tifosi, tenendo la barca a galla e cercando di fare qualcosa di incredibile. Poi in seguito, quando la società mi ha chiamato, ho capito l’ingombranza della mia figura a Catania e ho lasciato campo libero, mi sono fatto da parte”.

 

LA SCELTA DI TERNI
“Nel momento in cui ho capito che a Catania avessero altre idee con il cambio societario, ho dovuto valutare altre alternative e ho scelto la squadra che mi permettesse di fare un campionato diverso, di vertice. La Ternana è retrocesso tre anni fa in Serie C, rischiando di retrocedere anche in Serie D. Ma guardandola, mi sembrava una squadra che non riuscisse ad esprimere ciò che poteva realmente esprimere. Ho visto una squadra con grande progettualità, con un’ambizione importante. Vedevo nei loro calciatori una potenzialità inespressa, a differenze di altre squadre di Serie C, per questo ho scelto loro”.

 

SPERANZE E PLAY OFF
“Mi auguro che Tacopina compri il Catania per la pace della città. Io seguo quotidianamente le vicende del Catania, sarebbe importante che si realizzasse questa occasione. Spero che Joe riporti un po’ di felicità e tranquillità alla tifoseria. Non so chi possa essere la favorita ai play off, ma so chi voglio che li vinca. Conosco Baldini e penso che la squadra in questo momento, stia facendo delle cose importanti. Io spero che il Catania ce la faccia anche senza di me alla guida, sempre Forza Catania”.

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