di FEDERICO LO GIUDICE

Confusione tanta. Certezze poche. Questo è lo scenario nel quale tutti i tifosi del Catania stanno trascorrendo l’ultima domenica di giugno, la prima di questa estate che, a quanto pare, sarà ancora una volta rovente per i colori rossazzurri. 

Domani dovrebbe essere il giorno delle risposte. Quello in cui si svelerà la “verità” riguardo la ricapitalizzazione di SIGI che le consentirà di finanziare il Calcio Catania, così che la controllata (Catania) benefici dell’assistenza della controllante (SIGI) e si possa iscrivere al prossimo campionato. Tutti sapremo se la SIGI  ha mantenuto il suo impegno, preso dall’avvocato Ferraù lo scorso 19 giugno, versando un milione e mezzo di euro. Si saprà anche quanto sponsor, tifosi e donatori dell’ultima ora hanno bonificato per sostenere la causa della matricola 11.700.

SPERANZA

L’augurio, logicamente, è che tutto sia in linea con quanto dichiarato da alcuni nelle ultime ore. Sinceramente li invidiamo un pochino. Invidiamo la loro certezza che li spinge ad affermare che domani nella casse del Catania ci saranno quei 2.350.000 euro necessari per evitare che Nico Le Mura, amministratore unico del club rossazzurro, porti i libri contabili della società in Tribunale. Li invidiamo, ma contemporaneamente, però, ci domandiamo: ma se è tutto ok, se i soldi ci sono, perché la SIGI non ha già dato la buona notizia alla piazza? Perché attendere lunedì, lasciando per ben due giorni in un’attesa snervante e stressante i tifosi? Ma soprattutto, se ci si potrà iscrivere perché l’attuale proprietà ha preferito far dare la notizia ad altri e non farlo in prima persona, anche per recuperare un pizzico di credibilità? 

RIFLESSIONI

Troppe domande, lo sappiamo. Chiediamo venia, ma la nostra professione ci obbliga a farle. E in realtà, infatti, gli interrogativi da porre e porsi non sarebbero finiti. Da tempo ripetiamo che quello di domani è solo un piccolo passo verso la salvezza della matricola 11.700, che potrebbe, speriamo di no, diventare inutile se non seguito da altri molto più importanti e vitali. Per questo saremo curiosi di sapere dalla SIGI se le due interlocuzioni, che appena una settimana fa erano in corso, sono ancora vive e se porteranno a un risultato o se l’hanno già portato. E se non si dovessero trovare da qui a breve finanziatori o compratori, come si affronteranno le ingenti spese per la gestione della stagione 2021/2022? Senza un’immissione importante e a breve di liquidità, quanto potrà reggere ancora economicamente l’attuale proprietà anche in considerazione che molti soci hanno deciso di chiudere i loro rubinetti e che il Tribunale potrebbe rendere esecutivo il sequestro conservativo nei confronti del Catania per 3.300.000 euro? Che “tattica” si adotterà stavolta per frenare i creditori privati nell’esercitare il loro diritto ad essere pagati? Siamo certi che abbonamenti, vendita di biglietti, diritti Tv e riapertura di Torre del Grifo siano sufficienti a tenere in piedi la baracca? E se non fosse così? Cosa farebbe la SIGI per evitare che il Catania eviti un finale simile a quello toccato a Matera e Trapani? Ancora una, concedetecela, per favore. Visto che si è chiesto agli sponsor di anticipare e di versare in un’unica soluzione quanto dovuto per la prossima stagione, chi vorrà comprare come dovrà comportarsi visto che prenderebbe una società alleggerita di una percentuale importante di introiti pubblicitari? 

La nostra speranza è che domani alla Città vengano date certezze e risposte non più basate sul Se fossi, se avessi, se potessi…

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