di Federico Lo Giudice

Chiù scuru di mezzannotti nun po’ fari”. Il proverbio è una splendida esortazione a non perdere la speranza anche nei momenti più bui. Almeno così si dice. Un detto che, a quanto pare, fa però eccezione dalle parti di Torre del Grifo, dato che entro domani la proprietà del Calcio Catania dovrà pagare una bolletta della luce molto salata che, se non saldata, porterà all’interruzione del servizio energetico oltreché alla necessità del pagamento integrale del debito, in atto rateizzato. Una scadenza che ancora una volta dovrà essere coperta dai soci della SIGI, già allertati dal presidente Giovanni Ferràù e sollecitati anche dall’amministratore unico del club rossazzurro Nico Le Mura. 

PROSPETTIVA

Serve liquidità e, come sempre, velocemente.  I 24 soci, tra cui figurano sia Ferraù che Le Mura dovranno, almeno così ci si augura, mettere mani al portafoglio e farlo mentre il direttore Maurizio Pellegrino avrà il difficile compito di rinforzare una rosa che potrebbe aggiungere qualche elemento, ma anche perderne altri di valore. Se le partenze di Reginaldo e Giosa sembrano ormai cosa fatta, in città ci si chiede se a fare le valigie sarà anche Piccolo, nonostante la smentita di sabato di mister Baldini, e qualche altro “big” del roster rossazzurro. 

REALTÀ

Quello che, purtroppo, continua ad essere certo è che senza un investitore esterno che immetta un’importante liquidità all’interno delle casse del club etneo, il Catania sarà costretto a vivere quotidianamente nell’incertezza. Incertezza che va inevitabilmente a minare ulteriormente quel concetto di “programmazione e progettazione” sbandierato nella conferenza stampa dello scorso 18 agosto dalla dirigenza della SIGI. Proprietà che chiede tranquillità all’ambiente e alla stampa etnea, ma i cui comportamenti e soprattutto i silenzi non agevolano questo processo di stabilità che tutti vorrebbero. Si incolpa una parte della stampa di terrorismo mediatico, ma sarebbe il momento che l’attuale proprietà del Calcio Catania desse risposte chiare e concrete alle gente sulle tante, troppe incertezze che toccato il club. 

OBIETTIVITÀ

Non è diritto dei tifosi conoscere le problematiche societarie, affermano. Non possiamo essere d’accordo con questa linea di pensiero. Non possiamo condividerla perché quando si è chiesto l’aiuto economico dei tifosi lo si è fatto per risolvere problematiche societarie. Non possiamo accettarla anche e soprattutto perché, pur non avendo preso vita quell’azionariato popolare o diffuso (chiamatelo come volete) pubblicizzato da oltre un anno, il tifoso è di per se stesso un “azionista occulto”: grazie agli abbonamenti, alle card, al seguire la squadra in trasferta non appena possibile, al comprare gagdet, di fatto finanzia la società e consente al club rossazzurro di sopravvivere. Per questo è dovere della SIGI dare alla piazza risposte chiare e rapide, esattamente come è necessario raccogliere liquidità per pagare scadenze e debiti, che non sempre sono stati ereditati dalla gestione precedente.  Che sia ben chiaro, il tempo dei palleggi e delle risposte sibilline è ampiamente scaduto perché non vogliamo più…brancolare nel buio.

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