È tempo di tracciare un bilancio al termine di questo calcio mercato e l’organico del Catania ne esce indebolito. Innegabile, evidente e prevedibile vista la situazione societaria.

Manca maledettamente un leader al centro della difesa, in questo caso forse Pellegrino paga l’aver aspettato fino all’ultimo Stefano Negro che alla fine si è accasato alla Triestina. Si proverà a trovare una soluzione tra gli svincolati.

Manca una prima punta esperta. Largo ai giovani ma che azzardo iniziare la stagione con due centravanti rispettivamente classe 2000 e 2001.

Non sono stati acquistati sostituti all’altezza di Silvestri, Welbeck, Dall’Oglio e Sarao. Sicuramente si è notevolmente abbassata l’età media ed un mix giocatori d’esperienza + giovani può anche funzionare, ma solo se i primi scendono in campo motivati anche nel trascinare la squadra.

Ecco, se i vari Calapai, Pinto, Russotto, Piccolo dovessero giocare al 100% dando il massimo, il Catania avrebbe comunque una batteria di esterni alti e  bassi di tutto rispetto per la categoria. Bene essere riusciti a trattenere Piccolo e Maldonado, quest’ultimo dovrà riscattare la prova opaca di Monopoli. Ottimo il ritorno di Kevin Biondi che probabilmente ha sofferto anche la lontananza da casa propria e diciamolo chiaramente: a Pordenone si aspettavano di più dal classe ‘99 che non è riuscito ad esplodere. Seconda chance per lui, se dovesse riuscire a reggere la pressione, sarà sicuramente un’arma in più per Mister Baldini.

Nel calcio l’aspetto mentale diviene fondamentale: questo gruppo deve trovare motivazioni ed uscire fuori il carattere. Sabato sera servirà una reazione, quella che è mancata dopo ogni gol subito al “Veneziani” di Monopoli. La situazione societaria la conosciamo bene, bisognerà stringere i denti e soffrire almeno fino a quando (e se) arriverà un investitore capace di rilanciare il club.

Tuttavia, sottolineare giorno dopo giorno, ora dopo ora, la situazione catastrofica a livello finanziario del club serve a poco, se non a distrarre ancor di più questo gruppo di giovani ragazzi che avrà il compito di onorare, partita dopo partita, una maglia storica e gloriosa come quella rossazzurra. Una maglia in vita da 75 anni che rappresenta una delle tifoserie più calorose d’Italia, che non ha più voglia di essere umiliata in campetti di provincia.

Di Marco Zappalà

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