di Federico Lo Giudice

Tanti rimpianti e zero punti. Il Catania al “Torre” di Pagani incassa la seconda sconfitta stagionale, anche questa arrivata in trasferta, che lascia più di un motivo di riflessione. Interrogativi ai quali dovrà velocemente trovare risposta mister Baldini, visto che mercoledì i rossazzurri saranno nuovamente in campo a Catanzaro per i 32esimi di Coppa Italia.

ANALISI

Il match di Pagani doveva dare delle conferme dopo la bella vittoria di sabato scorso contro la Fidelis Andria. Poteva e doveva essere l’occasione migliore per accendere definitivamente l’entusiasmo dei tifosi e spegnere le critiche, non sempre giuste, di chi ancora fatica a comprendere che stagione sarà questa per l’armata di Baldini. É evidente, da tempo, che questa squadra ha delle carenze di organico e di conseguenza di qualità che potranno essere colmate con tanto lavoro e altrettanta pazienza. Lo schiaffone di Monopoli non è stato una casualità, ma semplicemente un antipasto di quello che attenderà nel corso di questo campionato la tifoseria rossazzurra che dovrà abituarsi a un singhiozzo settimanale dove vittorie e sconfitte si alterneranno senza una vera logica.

DELUSIONE

I due ko nelle prime tre giornate di campionato stanno, purtroppo, dimostrando questo. Le prossime uscite di campionato contro Bari e Catanzaro ci diranno se questo pensiero o sensazione, dategli il nome che vi garba di più, corrisponde al vero. Quello che è certo è che al “Torre” il Catania ha pagato un prezzo altissimo per l’assenza di concretezza sotto porta. Colpa di un attacco affidato a un ragazzo di 21 anni ancora troppo acerbo per una categoria difficile e insidiosa come la Lega Pro? Potrebbe anche essere così. Ma questa, almeno per il sottoscritto, rappresenta una giustificazione troppo facile e riduttiva per analizzare il passo falso di Pagani.  Il punto è un altro. Dopo Monopoli anche in Campania i rossazzurri hanno dimostrato di non avere capacità e lucidità necessarie per ribaltare il match una volta sotto. Se al “Veneziani” questo limite poteva trovare alcune valide attenuanti, al “Torre” non ci può essere alcun appiglio visto che il Catania per 45 minuti, recupero compreso, ha giocato in superiorità numerica. In questi 2.700 secondi i rossazzurri hanno sbagliato un rigore con Ceccarelli e incassato al 70′ il gol, bello ma anche fortunoso, di Diop. Il tempo per rimettere la gara sui binari giusti c’era, purtroppo la squadra etnea non c’è riuscita anche per merito di un Baiocco strepitoso.

SCENARIO

Correttamente a fine gara mister Baldini non ha usato la carta della sfortuna per giustificare la sconfitta. Farlo gli avrebbe fatto perdere credibilità. Il tecnico rossazzurro ha  elogiato i suoi ragazzi, sottolineato l’errore difensivo che ha portato al gol della Paganese e provato a proiettare l’attenzione di tutti al prossimo impegno di Coppa Italia. Non poteva fare diversamente visto che il suo compito è quello di portare il più lontano possibile una barca con un equipaggio non sufficientemente esperto e con alcune lacune che si augura potranno essere colmate quanto prima dal Direttore Pellegrino. E i tifosi? A loro ancora una volta è chiesta la cosa più difficile: avere pazienza, comprensione e fiducia. L’importante è che proprietà e dirigenza etnea si ricordino che anche la pazienza ha un limite.

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